Sei sigarette su cento sono di contrabbando: lo studio dell'Università di Trento presentato a Roma

Una panoramica completa sul contrabbando di sigarette in Italia, dai marchi meno noti fino a quelli famosi

Sei sigarette su cento in Italia sono illecite, a Napoli un pacchetto su tre è di contrabbando, con un danno erariale per lo  Stato pari a 822 milioni di euro di mancati introiti. I numeri sono stati presentati a Roma dalla start-up dell'Università di Trento Intelligit, seguita dai professori Andrea di Nicola e Giuseppe Esta.

Le conclusioni della ricerca svolta da Intelligit sono firmate dal Generale della Guardia di Finanza Stefano Sacrepanti, il quale  ha sottolineato come "le più pericolose associazioni delinquenziali del nostro Paese si siano progressivamente “professionalizzate”, divenendo sempre più “organizzate”, proprio grazie al contrabbando di sigarette. Nel corso degli anni, il fenomeno ha alimentato effetti illeciti moltiplicativi, generando forme di proselitismo e fidelizzazione negli ambienti dell’illegalità diffusa, contribuendo ad affinare strutture e metodi illegali e ponendo le basi per strutture criminali ancora più complesse e pericolose, poi dirottate sui altri traffici illeciti, come quelli riguardanti gli stupefacenti, le armi, lo sfruttamento dell’immigrazione clandestina".

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Un business che sta alla base di altri traffici illeciti, e che, secondo quanto rivela lo studio, va di pari passo con l'aumento delle accise. Negli ultimi due anni, in Italia, sia il numero totale dei sequestri che la quantità totale sequestrata hanno avuto un andamento sostanzialmente stabile: i picchi del consumo illecito (riscontrati nel primo trimestre 2015 e nel secondo trimestre 2016) hanno coinciso, però, proprio con gli aumenti di prezzo delle sigarette lecite (pari al +0,20 euro a gennaio 2015 e a maggio 2016), a dimostrazione del fatto che spesso un incremento delle accise sui prodotti del tabacco può innescare un conseguente aumento del consumo di sigarette di contrabbando, anche di marchi poco conosciuti come le Regina (25,6%), seguite da Yesmoke (9,5%) e Pine (9,3%); mentre il marchio noto più diffuso nel mercato illecito è Marlboro (36,7%), seguito da Winston (10%) e Chesterfield (6,9%).

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