rotate-mobile
Venerdì, 21 Gennaio 2022
Economia

Stagione invernale alle porte, l'appello per riaprire ai cittadini extra Ue

Gli esercenti chiedono il riconoscimenti dei vaccini russo e cinese per ottenere il green pass: "Dobbiamo accogliere turisti e lavoratori"

È tanta l'attesa per la stagione invernale ormai alle porte. Dopo gli stop imposti dalla pandemia, si spera in una ripartenza definitiva per uno dei settori principali dell'economia trentina. Anche per questo Confcommercio Trentino torna a chiedere l'attenzione delle istituzioni: per questo il presidente del ristoratori Fipe-Confcommercio Trentino Marco Fontanari, è intervenuto in audizione di fronte alla Commissione Attività produttive della Camera.

Le richieste della categoria sono l'esenzione dalla seconda rata dell'Imu 2021 per i pubblici esercizi che operano in montagna, la proroga fino a fine anno del credito d'imposta sulle locazioni, ma soprattutto una rivisitazione del Decreto flussi e un rafforzamento dei corridoi turistici che consentano di accogliere sia turisti (soprattutto sciatori dalla Russia) che lavoratori anche da paesi al di fuori dell'Unione Europea. 

"Il 2021 ha posto l’intero settore dei Pubblici esercizi di fronte a una vera e propria emergenza, quella di reperire personale" ha sottolineato Fontanari. Un problema che è ancora più marcato se le attività economiche sono a forte connotazione stagionale, come appunto quelle montane. 

"Ecco perché - continua - sono necessarie tre cose: l’approvazione immediata di un Decreto flussi che ci consenta di avviare le procedure per l’assunzione di lavoratori stagionali, la proroga almeno a marzo 2022 dei permessi di soggiorno per i lavoratori stagionali extracomunitari presenti attualmente in Italia e il riconoscimento delle vaccinazioni Sputnik, Sinovac e Sinopharm per l’ottenimento del Green pass. Quest’ultimo adempimento risulta indispensabile sia per consentire l’ingresso di nuova forza lavoro, sia per l’accesso dei turisti dalla Russia e non soltanto. Tutto questo nella consapevolezza che i rifugi e i punti di ristoro di alta montagna svolgono la funzione di presidio di sicurezza imprescindibile anche in caso di maltempo".

Richieste puntuali, dice Confcommercio, che si aggiungono a quelle avanzate tradizionalmente dal comparto dei Pubblici esercizi, in quanto componente fondamentale del turismo, con la spesa turistica per i servizi della sola ristorazione che in pre pandemia valeva 18,5 miliardi di euro, di cui 8,4 miliardi dai visitatori stranieri. Prima tra tutte l’estensione del superbonus “turistico” anche alle attività di ristorazione e non solo a quelle di accoglienza: un credito di imposta dell’80% indispensabile per chi vuole investire nell’efficientamento energetico del proprio locale o nell’eliminazione delle barriere architettoniche.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Stagione invernale alle porte, l'appello per riaprire ai cittadini extra Ue

TrentoToday è in caricamento