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Uil contro Condini: "Niente confronto sulle domeniche"

I sindacati - sostiene la segreteria della UIL TuCS - vengono interpellati dalle istituzioni solamente per dare un'apparenza di democraticità a fronte di decisioni già prese senza discussione alcuna

La Uil attacca l'assessore comunale allo Sviluppo economico e tributi Fabiano Condini: la causa è il mancato confronto con il sindacato in merito alla decisione - presa ieri in consiglio comunale dopo giorni di polemiche da parte dei commercianti - di recepire la legge provinciale sul commercio (meglio nota come legge Olivi).  Una normativa che contempla il "confronto su basi paritarie tra le parti sociali nella definizione delle aperture domenicali".

"I sindacati - sostiene la segreteria della UIL TuCS - vengono interpellati dagli organi istituzionali solamente per dare un'apparenza di democraticità a fronte di decisioni invece già prese senza discussione alcuna. Scelte che, in modo alquanto bizzarro, finiscono sempre per dare ragione – più in toto che in parte – ai pareri sempre entusiastici  dell'Unione commercio di fronte alla prospettiva di nuove aperture domenicali". 
 
Secondo il sindacato sono "proprio i lavoratori del commercio a pagare per le decisioni del consiglio comunale di Trento. Lavoratori che si vedono comunicare nella giornata di giovedì l'obbligo di presentarsi al lavoro la domenica successiva, senza che sia loro chiarito quando e come potranno usufruire del recupero della giornata lavorativa prestata. Una vera e propria umiliazione perpetrata nei confronti dei lavoratori del settore che si dovranno accontentare della maggiorazione migliorativa prevista dalla contrattazione provinciale per l'ultima domenica di novembre e per quelle di dicembre, a fronte di un danno nella gestione dei propri tempi di vita ben maggiore". 
 
La conclusione della Uil è che "l'amministrazione comunale quindi si è dimostrata del tutto inadeguata nell'affrontare la questione". A sostegno di questa presunta inadeguatezza il sindacato riporta le dichiarzione rilasciate solo pochi giorni fa da Condini, il quale ammetteva l'impossibilità a recepire la legge Olivi per "la complessità derivante dal cercare un accordo tra esigenze di sindacati, clientela, commercianti, Confesercenti, Unione commercio". Chiosa la segreteria della Uil: "Più semplice è stato quindi passare oltre ai pareri negativi del sindacato e prendere una decisione che è – di fatto - quella dell'Unione commercio".
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