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Commercio: deroghe su aperture domenicali nel contratto di lavoro

Per i sindacati è prioritario che ogni accordo sul regime delle deroghe alle chiusure domenicali sia inquadrato dentro un contratto di livello provinciale che coinvolga tutte le associazioni datoriali del settore

Si è tenuto questo pomeriggio in Provincia a Trento, l'incontro tra l'assessore provinciale all'economia, Alessandro Olivi e le organizzazioni sindacali del settore commercio, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil. In mattinata lo stesso Olivi aveva già incontrato i rappresentanti delle organizzazioni datoriali e di alcuni dei maggiori gruppi della distribuzione commerciale (tra questi, Supermercati Poli, Coop, Eruobrico, Orvea). 

Per i sindacati è prioritario che ogni accordo sul regime delle deroghe alle chiusure domenicali sia inquadrato dentro un contratto di livello provinciale che coinvolga tutte le associazioni datoriali del settore, Confesercenti, Federazione trentina della Cooperazione e Unione Commercio Turismo e Servizi. Infine la Filcams Cgil ha auspicato che, almeno con una mozione, il Consiglio provinciale si esprima su un tema tanto delicato come quello della liberalizzazione in atto.

Dopo aver riassunto il quadro giuridico della liberalizzazione degli orari di apertura dei negozi alla luce delle ultime sentenze, Olivi ha comunicato alle organizzazioni sindacali di essere in procinto di richiedere un parere al costituzionalista Valerio Onida sulla possibilità di salvaguardare i principi e le disposizioni della legislazione provinciale rispetto a quella nazionale. Ha ricordato inoltre che per il 7 febbraio, fatto salvo un eventuale rinvio, il Tar di Trento dovrà discutere di un ricorso in merito alle chiusure festive presentato dal gruppo Oviesse. 

"Dopo aver convenuto con i nostri sindacati sull'inopportunità dell'accelerazione impressa all'applicazione della liberalizzazione del governo Monti – ricorda Roland Caramelle, segretario generale della Filcams Cgil del Trentino - l'assessore Olivi ci ha chiesto la disponibilità a sederci ad un tavolo di confronto con le associazione imprenditoriali del settore per definire i contenuti di un accordo quadro in materia di aperture dei negozi che salvaguardi le caratteristiche territoriali e le specifiche articolazioni del comparto della distribuzione in Trentino". 

"A questo proposito – continua Caramelle –, insieme a Fisascat e Uiltucs, come Filcams abbiamo ribadito di essere pronti ad affrontare questa trattativa, a fronte dell'impegno delle imprese a definire l'accordo quadro degli orari all'interno della più ampia cornice della contrattazione provinciale di secondo livello, il cui tavolo è già aperto. Solo con il contratto provinciale si possono infatti definire al meglio, sia sul fronte della condizione economica e di lavoro, le tutele per tutto il personale del settore commercio coinvolto in questo processo di liberalizzazione nazionale che comunque resta, a nostro avviso, una deregulation controproducente per il comparto e massacrante per i lavoratori".

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