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Trentino in zona gialla, Coldiretti: «Segnali di ripresa ci sono, ma anche difficoltà»

Poco più di un italiano su cinque (22%) è costretto ad affrontare ancora le restrizioni nelle regioni più a rischio dove risiedono complessivamente oltre 13 milioni di persone

Il Trentino in zona gialla torna a muoversi e a lavorare, restano però diverse difficoltà e a sottolinearlo è la Coldiretti. Gianluca Barbacovi, presidente di Coldiretti Trentino Alto-Adige, al termine del primo weekend di zona gialla in regione ha così commentato la situazione: «Anche se la zona gialla ha finalmente allentato le restrizioni per bar e ristoranti, ci sono ancora molti servizi di ristorazione privi di spazi all’aperto che non hanno possibilità di svolgere la propria attività. Inoltre, è limitativo per tutti anche il coprifuoco alle 22, in particolare per gli agriturismi che sono situati nelle aree rurali e nelle valli e ci vuole maggior tempo per raggiungerli dalle città».

Da un'analisi dell'associazione di rappresentanza e assistenza dell'agricoltura italiana, fatta in occasione dell’entrata in vigore della nuova mappa dei colori con 5 regioni arancioni (Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna) mentre la Valle d’Aosta è diventata rossa, emerge che poco più di un italiano su cinque (22%) è costretto ad affrontare ancora le restrizioni nelle regioni più a rischio dove risiedono complessivamente oltre 13 milioni di persone. 

Coldiretti osserva come questa sia una ripresa importante dopo mesi di lockdown che hanno privato gli italiani di componenti importanti della socialità e tagliato pesantemente i redditi degli operatori. Se la riapertura di bar, ristorante e agriturismi è una priorità per il 30% degli italiani c’è un 8% dei cittadini che ritiene importante la ripresa di concerti e spettacoli teatrali, mentre dovrà ancora attendere il 6% chi ha, infine, come obiettivo quello di tornare in palestra, secondo il sondaggio condotto on line sul sito.

Complessivamente nell’attività di ristorazione, rileva la Coldiretti, sono coinvolte 70mila industrie alimentari e 740mila aziende agricole lungo la filiera impegnate a garantire le forniture per un totale di 3,6 milioni di posti di lavoro. Si tratta di difendere la prima ricchezza del Paese con la filiera agroalimentare nazionale che vale 538 miliardi pari al 25% del Pil nazionale ma è anche una realtà da primato per qualità, sicurezza e varietà a livello internazionale.

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