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Lavoro: Trentino Alto Adige al primo posto per l'uso di voucher. Uil: "Rischio abusi"

Nati come facile strumento di pagamento per pulizie domestiche e stagionali agricoli il voucher rischia di coprire abusi in altri settori, specialmente quello turistico. E' la denuncia della Uil dopo l'analisi del boom dei buoni lavoro dal 2009 ad oggi

L'Alto Adige è il re dei voucher, ed  il Trentino non è da meno. Risultato: siamo la regione che nell'ultimo anno ha  stacccato in assoluto più buoni lavoro. Una notizia che lascia perplessi i sindacati, ma anche l'Inps che,  in provincia  di Bolzano, ha annunciato controlli per evitare abusi. I buoni, acquistabili presso l'Agenzia delle Entrate e spendibili come contanti per pagare prestazioni lavorative non continuate, rischiano di trasformarsi in una copertura per lavori "di  serie B".

Più che un rischio è una certezza, ne è convinta la Uil del Trentino, che lancia un messaggio d'allarme: "Perchè un committente dovrebbe stipulare un contratto a tempo indeterminato con tutti  gli oneri e i costi che ciò  comporta se può chiamare un "voucherista"  e pagarllo 7,5 euro all'ora  sena costi aggiuntivi? Da strumento utile per l'agricoltura  edi  lavori domestici i voucher si sono ttrasformati in marchingegno per abusi nel commercio e nel turismo affossando le tutele".

Basta dare un'occhiata ai numeri, diffusi qualche giorno fa dal Ministero del Lavoro, per rendersi conto della  crescita esponenziale che l'uso dei voucher ha subito in Trentino dal 2009, anno dell'introduzione dei buoni, ad oggi: nel primo anno sono stati staccati 216.501 voucher, 737.252 nel 2010, 1.213.806 nel    2011 e così via fino ad arrivare ai 4.788.752 del 2015. In termini assoluti al primo posto ci sono sempre Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, ma rapportando i voucher alla popolazione la prima regione in Italia è Trentino Alto Adige.

La provincia di Bolzano è in assoluto al primo posto con 11 milioni di buoni staccati nel 2015. Nel primo trimestre del 2016 i numeri parlano di 373.317 voucher in Trentino e 737.746 in Alto Adige. Come detto non si tratta di una buona notizia e non sono solo i sindacati a dirlo, ma anche gli enti previdenziali e le istituzioni. Per molti voucher staccati c'è un'ora di lavoro "regolare" in meno nei settori del commercio, dei servizi, e soprattutto del turismo, che è forse il vero motivo dietro il "boom" registrato in regione. 

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