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Coldiretti chiede lo stato di calamità per la cimice asiatica in Trentino

A pochi giorni dall'annuncio della scoperta da parte di FEM dei nemici naturali della cimice il sindacato agricolo chiede lo stato di calamità

La Coldiretti Trento chiede che sia dichiarato lo stato di calamità per l'agricoltura trentina. Questa volta pioggia e gelate non c'entrano. Il flagello dei campi è un insetto, si chiama cimice asiatica e la sua nefasta presenza è nta da tempo nei meleti della Valle dell'Adige e della Val di Non. Nei giorni scorsi la Fondazione Mach ha annunciato una soluzione: il rilascio in natura di due insetti antagonisti naturali della cimice asiatica, due spelcie di "zanzara samurai". La legge però, per ora, non lo permette e quindi è stato richiesto di poter operare in deroga.

La Coldiretti, a pochi giorni di distanza, rilancia con la richiesta di stato di calamità. "Gli agricoltori sono allarmati dal deciso e precipitoso aggravarsi della situazione che stanno vivendo quotidianamente in questo periodo di raccolta e per il quale non vedono soluzioni immediate e valide che possano evitare che il lavoro di una intera annata agraria possa essere compromesso" scrive il direttore di Coldiretti Trento Mauro Fiamozzi. Coldiretti ha anche attivato un servizio dedicato ai propri soci per conoscere le esigenze del territorio.

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