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Sabato, 22 Giugno 2024
Economia

Cenoni, rischio flop. Ancora disdette da parte di turisti e cittadini

Allarme degli esercenti: "Lavoro in calo del 25-30%"

A poche ore dal tradizionale cenone di San Silvestro e dalle feste di Capodanno, l'Associazione pubblici esercizi (che fa capo a Confcommercio) lancia l'allarme sulle disdette in arrivo. Una situazione che, a causa della pandemia e delle restrizioni, ha portato molti tra turisti e residenti ad annullare i programmi per l'ultimo dell'anno. I pubblici esercizi del Trentino, che parlano di un "calo dovuto all’incertezza ed alla paura di turisti e cittadini", stimano una riduzione del lavoro del 25-30%. "L’ennesimo calo - dichiara la presidente dell'Associazione pubblici esercizi Fabia Roman - che si aggiunge ad un altro anno con più bassi che alti".

Un altro duro colpo per il settore della ricezione e dell'ospitalità, che come come altri nel mondo del turismo si trovano ancora nel limbo dopo quasi due anni. "La situazione della pandemia, unita alla restrizioni imposte dal governo per cercare di contenerla, stanno causando una crescita del numero di chi preferisce rinunciare a trascorrere le feste in locali pubblici come bar, locali serali, discoteche (peraltro chiuse). Per queste, in particolare, si profila una situazione molto dura, solo in minima parte compensata da soluzioni alternative ideate dai gestori per poter osservare il divieto di feste e balli" dicono gli esercenti.

"Stiamo ricevendo - spiega la presidente Roman - segnalazioni di disdette un po’ in tutto il territorio trentino: sia nelle valli turistiche che nelle città. Il clima di incertezza si fa sentire nelle scelte di una parte considerevole di persone che preferiscono evitare i luoghi pubblici. Come altri hanno fatto notare, probabilmente è più sicuro trascorrere la fine dell’anno in un luogo pubblico - controllato e che deve rispettare determinate regole - anziché a feste private dove non vi è controllo sui partecipanti! In città chi si è attrezzato con i plateatici riscaldati sta lavorando, gli altri molto meno. Nelle valli, il calo degli sciatori si riflette anche sulla nostra categoria. C’è indubbiamente malumore, anche se prevale la convinzione che è sempre meglio restare aperti piuttosto che dover chiudere. Ad ogni modo, come ha preannunciato Fipe, la nostra federazione nazionale, sarà necessario valutare con il governo interventi a sostegno delle imprese che registrano cali di fatturato importanti a causa delle limitazioni".

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