Stanziati 6,8 milioni di euro per lavoratori, solo il 15% arriva dalla Provincia. Sindacati: "Non basta"

Integrazione al reddito per chi ha registrato più di 300 ore in cassa integrazione causa covid

Risorse a sostegno di chi non ha lavorato, o non sta lavorando, a causa dell'emergenza coronavirus: la Giunta provinciale ha stanziato 6,8 milioni di euro per interventi di sostegno al reddito che andranno ad aggiungersi alla cassa integraizone. 

Solamente il 15% delle risorse messe in campo, però, arriva dalle casse provinciali: il 50% arriva da un finanziamento europeo (pari a 3,4 milioni) ed il 35% dallo Stato (2,4 milioni). Si tratta, spiega una nota, di "un sostegno al reddito aggiuntivo a quello assegnato dallo Stato a favore dei lavoratori sospesi per una soglia minima di 300 ore semestrali nel corso di quest'anno".

"I lavoratori - specifica la Provincia - devono svolgere la propria attività presso sedi legali o operative localizzate in provincia di Trento per tutto il periodo per cui l’integrazione salariale è riconosciuta". Il sostegno garantisce un minimo di 450 euro. In busta paga a settembre i lavoratori troveranno la certificazione per richiedere il beneficio per il primo semestre 2020.

"Finalmente, a cinque mesi dall’inizio dell’emergenza Covid-19, arriva il primo sostegno al reddito a favore dei lavoratori" commentano i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil. Una misura utile, ma insufficiente secondo i sindacati, che chiedevano un intervento da 15 milioni di euro. "Ad onor del vero - proseguono i tre segretari - le risorse sono state stanziate solo grazie ad un emendamento presentato e promosso dalle minoranze in consiglio provinciale".

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La richiesta è quella di proseguire su questa strada, rovando le risorse per coprire tutte le domande, al di là della soglia delle 300 ore. Nel solo primo semestre 2020 la cassa integrazione in Trentino ha raggiunto il numero record di quasi 18 milioni di ore, "prosciugando" le risorse normalmente sufficienti per tre anni. 

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