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Edilizia: bruciati 500 posti di lavoro in un mese. "Servono nuovi ammortizzatori sociali"

"Piuttosto che fare ricorso alla Cassa edile le aziende licenziano, 500 posti di lavoro persi a novembre" denunciano i sindacati, che chiedono alla Provincia di usare la delega sugli ammortizzatori sociali

Allarme rosso costante per il settore dell'edilizia: a fornire l'ennesimo dato  preoccupante sono i sindacati di categoria Fillea, Filca e Feneal che parlano di un dimezzamento degli occupati nel settore negli ultimi otto anni. Colpa della crisi in generale, della scarsità di investimenti, soprattutto pubblici, ma per  quanto riguarda le conseguenze occupazionali c'è dell'altro. Uno scenario reso ancora  più drammatico, spiegano i sinndacati, dalla normativa introdotta dal Jobs Act, che ha scoraggiato il ricorso alla cassa integrazione.

"Le aziende preferiscono licenziare piuttosto che ricorrere alla cassa integrazione, c'è stato un oggettivo irrigidimento di questo strumento – spiegano i tre segretari Zabbeni, Tomasi e Bignotti- Si stima che siano qualche centinaia i posti di lavoro persi per questa ragione e la Cassa edile ha già riscontrato un calo del 7,61% nel mese di novembre 2016 sullo stesso periodo dell'anno precedente. Significa ancora 500 lavoratori dipendenti in meno iscritti in cassa edile. Nel mese di dicembre, proprio in relazione allo “spauracchio” cassa integrazione, come evidenziano i dati dei centri per l'impiego, si registra una ulteriore accelerazione sul fronte licenziamenti".

Di fronte ad una situazione così grave i sindacati invocano il ricorso alla delega sugli ammortizzatori sociali, passati dalla competenza statale a quella provinciale. Nelle scorse settimane i sindacati hanno incontrato la direzione regionale e provinciale dell'Inps nel tentativo di trovare una soluzione. “La strada da percorrere per noi è quella della delega sugli ammortizzatori sociali – si  leggge nella nota - Chiediamo all'assessore Alessandro Olivi di riattivare le commissioni paritetiche che valutavano i requisiti per il riconoscimento della cassa integrazione, che la legge ha abrogato, e di verificare l'agibilità massima che consente la delega, agendo anche sui requisiti di accesso all'ammortizzatore stesso".  

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