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Cashback di Stato, la misura in bilico

Ci sarà un intervento anche sulla misura contestualmente al nuovo decreto? Difficile, ma l'ipotesi che più prima che poi subisca un forte ridimensionamento c'è. Forza Italia attacca: "Se il governo non interverrà, sono certo che sarà il Parlamento a farlo attraverso gli emendamenti". Non ci sta il M5s: "Una misura innovativa che va difesa con fermezza"

Il decreto Sostegni arriva in Consiglio dei ministri, che dovrebbe tenersi alle 15 di venerdì 19 marzo per l'esame. Indennizzi, aiuti, bonus: i dettagli potranno essere limati in parlamento. Dovrebbe essere pronta il 30 marzo la piattaforma delle domande, con l'avvio dei pagamenti previsto tra l'8 e il 10 aprile: poi in 20 giorni si punta a concludere l'erogazione per tutte le domande. Per le aziende indennizzi dal 20 al 60 per cento. Per gli stagionali il bonus è da 2400 euro complessivi. Ci sarà un intervento anche sul cashback contestualmente al decreto? Probabilmente no, ma di cashback si continua a parlare in queste ore. L'ipotesi che subisca un forte ridimensionamento c'è.

Cashback e decreto Sostegni, cosa può cambiare a breve o a luglio

Il cashback è il piano per scoraggiare l'uso del contante, in chiave anti-evasione. Si è partiti a gennaio dopo una fase sperimentale nel periodo natalizio: prevede il rimborso del 10% della cifra spesa se si usano carte di credito, carte di debito e prepagate, bancomat e app di pagamento. Al massimo si può rientrare di 300 euro all’anno, cioè fino a 150 euro a semestre con almeno 50 pagamenti effettuati in 6 mesi. Il rimborso massimo per singola transazione è di 15 euro.

Da più parti spingono per utilizzare le risorse stanziate per il cashback alle attività in crisi per l'emergenza sanitaria e le conseguenti chiusure. Di fatto potrebbero accadere due cose: o lo stop anticipato a tutto il programma cashback senza arrivare nemmeno alla fine del 2021 (chiusura a luglio così da recuperare tre miliardi), oppure - ed è più probabile - la chiusura immediata solo del super Cashback (un premio ogni sei mesi per i primi 100mila cittadini a fare più transazioni, i quali ottengono 1.500 euro). Non è però chiaro al momento né se davvero si interverrà modificando subito una misura gradita a milioni di italiani né se lo si farà già nel decreto Sostegni, oppure più avanti con un emendamento o una norma nel decreto Recovery, il super decreto di accompagnamento al Recovery plan. Altra ipotesi: terminare l’operazione cashback a luglio per risparmiare circa 3 miliardi di euro che potrebbero servire a incrementare i sostegni all’economia.

Cosa pensa Draghi del cashback?

Non sarebbe un sostenitore del cashback di Stato il premier Mario Draghi. Il programma porta la firma diel predecessore, il professore Giuseppe Conte. L’ipotesi di un taglio netto non andrebbe giù al Movimento 5 stelle, che resta il partito con il maggior peso in parlamento e che preannuncia battaglia. Sembra difficile credere che Draghi punterà a soluzioni drastiche sin da subito. I fondi stanziati ammontano a 4,75 miliardi di euro per il biennio 2021-22, dal momento che il programma dei rimborsi dovrebbe terminare a giugno dell’anno prossimo.

Uno dei problemi emersi in questi primi mesi di cashback riguarda i cosiddetti "furbetti", ovvero coloro che effettuano micro transazioni così da scalare la classifica di chi effettua più pagamenti con moneta elettronica, e aumentare le chances di vincere il Super Cashback di 1.500 euro. Sono stati i benzinai i primi a raccontare alcuni episodi surreali.

La "guerra" sul cashback sbarca in parlamento

"Se il governo non interverrà sul cashback sono certo che sarà il Parlamento a farlo attraverso gli emendamenti. Le risorse stanziate per il cashback possono e devono essere utilizzate meglio: in questo momento l'incentivazione dei pagamenti elettronici non è la priorità del Paese". Così il deputato di Forza Italia Luca Squeri, componente della Commissione Attività produttive di Montecitorio e membro di Confcommercio Milano. "Il cashback, e in particolare il super cashback, sono uno spreco di denaro inaccettabile in un momento in cui il mondo produttivo è in enorme difficoltà. Oggi sosteniamo le imprese e aiutiamole a sopravvivere, domani penseremo a come incremento l'uso della moneta elettronica con una strategia complessiva e non penalizzante per le attività". Italia Viva ha già espresso tutte le sue perplessità.

Non ci sta il Movimento 5 stelle. "Il cashback è una misura innovativa che va difesa con fermezza -  dice il vicepresidente M5S della commissione Finanze, Giovanni Currò - un incentivo intelligente che consente allo stesso tempo di contrastare l`evasione fiscale e di sostenere i consumi in una fase di grave crisi. Fermarlo a luglio o ridimensionarlo, come propongono alcuni esponenti del governo, sarebbe un grave errore e andrebbe a contraddire l'obiettivo della digitalizzazione che è al centro del Recovery Fund. Il Cashback, in prospettiva, può risultare essenziale anche per agevolare il rapporto tra cittadino e amministrazione pubblica, soprattutto nel campo tributario. Invitiamo dunque il governo a una attenta riflessione. È indiscutibile che servano ancora ingenti risorse per i ristori ma il presidente Draghi ha già annunciato di voler chiedere al Parlamento un nuovo scostamento di bilancio. Non sarà sacrificando un provvedimento così importante che risolveremo i problemi delle nostre imprese".

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