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"La tassa di servizio è l'Ici mascherata. Peserà su pensionati e lavoratori"

La Uil è contraria all'introduzione in provincia di Trento dell'Isco, prevista come declinazione locale del Decreto correttivo del fisco municipale, inciderà sulle prime case e sulle famiglie

La Uil è contraria all’introduzione in provincia di Trento dell’Isco, prevista come declinazione locale  del  Decreto correttivo del fisco municipale, approvato dal Consiglio dei Ministri il 24 ottobre scorso. A renderlo noto è il segretario confederale Walter Alotti, che snocciola i dati di un'indagine che il Servizio Politiche Territoriali della Uil ha condotto sul costo annuo dell'imposta riferita alla media di un appartamento di 80 metri quadrati, di categoria A/2 (abitazione civile) e A/3 (abitazione economica e popolare). Cioè la tipologia mediamente diffusa nelle città capoluogo di provincia, come Trento.

 
Su questa categoria di case, l'Isco prevede l'introduzione della tassa di servizio: "Si tratta di una reintroduzione mascherata dell'Ici sulle prime case con un'aliquota dal 2 al 5 per mille che graverà su chiunque occupi un immobile adibito ad abitazione (comprese le famiglie in affitto) e che servirà per finanziare servizi generali dei Comuni (illuminazione pubblica, polizia locale, anagrafe ecc.) - spiega Alotti - Una  reintroduzione palese o mascherata dell'Ici che peserà inevitabilmente anche, e soprattutto, sulle tasche dei lavoratori e pensionati", dice il sindacalista.
 
La Uil ritiene "che le due imposte siano quanto meno alternative l'una con l'altra" e quindi che anche in Trentino non si debbano applicare entrambe. Il sindacato suggerisce che "anziché agire tout court sulle imposte delle prime case si potrebbe, al contrario, agire sulla rivalutazione e sulla riclassificazione delle rendite catastali, ferme da anni adeguandole ai valori del mercato immobiliare. Si potrebbero recuperare in questo modo ingenti risorse senza dover tassare chi, con anni di sacrifici, ha potuto acquistare la casa dove vive".
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