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Caldo in fabbrica, il sindacato: "Un po' d'acqua ed un ventilatore non bastano"

Sono state 45 le segnalazioni arrivate alla Fim Cisl in tre giorni, da 21 aziende metalmeccaniche trentine

Situazioni di rischio nelle fabbriche trentine a causa del caldo di questi giorni: sono state 45 le segnalazioni giunte in tre giorni, da 21 diverse aziende metalmeccaniche, al numero istituito dalla Fim trentina. Non si tratta, scrive il sindacato, di segnalazioni prese "alla leggera": solo in un singolo caso viene infatti dichiarato un livello “lieve” di disagio, in qualche modo comprensibile e giustificabile in questo periodo. Ben il 50% dei lavoratori coinvolti dichiara un livello di disagio lavorativo elevato, che diventa addirittura “insopportabile” nel 29% dei casi, in 8 aziende.

"Deve quindi restare massima - scrive Paolo Cagol, della segreteria provinciale Fim - l’attenzione da parte di tutti i soggetti coinvolti, imprese, sindacati e lavoratori, in un’ottica di prevenzione e gestione dei rischi con tutti gli strumenti disponibili. Ad aziende e associazioni datoriali dobbiamo invece chiedere maggior impegno per un problema che nei prossimi anni non potrà che peggiorare: un po’ d’acqua e qualche ventilatore aiutano ma non possono essere considerati interventi sufficienti, servono investimenti".

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