Economia

Caro energia, sindacati: “Pat e governo hanno agito, ora tocca alle aziende trentine”

Spingono sul buono benzina di 200 euro netti i sindacalisti. La misura è prevista dal decreto del governo

Gli aumenti in bolletta e al distributore hanno messo a dura prova i bilanci di molte famiglie anche in Trentino. A questo si sono aggiunti forti rincari anche sui beni essenziali, a cominciare dai prodotti alimentari. E ancora tutto da vedere il riflesso di questa situazione sui mutui a tasso variabile. La PaT ha stanziato 25milioni di euro per alleggerire il carico, il governo ha “suggerito” i buoni carburante, Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil del Trentino spingono le imprese ad agire.

L’improvvisa impennata dell’inflazione, che secondo quanto evidenziato dai sindacati, corre molto oltre il 6%, dato mai così alto dal 1991, soprattutto in Trentino, che registra uno dei rincari più alti della penisola, per i metalmeccanici i pur significativi aumenti concordati nel 2021 col rinnovo del contratto nazionale, potrebbero non essere sufficienti per tutelare il potere d’acquisto dei salari. Anche il meccanismo di garanzia previsto nello stesso contratto proprio per fronteggiare l’eventualità di un incremento dell’inflazione non basterà a colmare il divario che si sta aprendo tra salari e costo della vita.

Aumenti in bolletta, ecco come la Provincia aiuterà i trentini

I motivi di tutto ciò sarebbero tre: il “conguaglio” sarà calcolato solo sul minimo sindacale e non sull’intera retribuzione; il tasso d’inflazione da conguagliare sarà quello “Ipca”, cioè quello depurato dai “costi energetici importati” a cui, a causa del conflitto in Ucraina, si devono quasi per intero gli attuali aggravi; infine, il conguaglio arriverà tardi, mentre le famiglie le famiglie rischiano già di non riuscire a sopperire a tutte le incombenze del mese.

Bonus benzina da 200 euro: cos'è e chi può averlo

“Benissimo ha fatto la provincia di Trento a stanziare 25 milioni di euro per alleggerire le bollette delle famiglie, con bonus che andranno da 200 a 400 euro secondo il reddito familiare - affermano i sindacati -. Come Fim, Fiom e Uilm ci attiveremo per informare di questa misura tutti i lavoratori nei luoghi di lavoro”. Un plauso anche al governo Draghi, da parte dei sindacati, per aver indicato alle imprese la strada dei buoni carburante, come misura immediata, seppur parziale, per sostenere lavoratrici e lavoratori, agevolando questa erogazione attraverso l’esenzione da tasse e contributi.

Le sigle sindacali chiedono che ora gli imprenditori facciano la propria parte. “Alcuni, in modo encomiabile, si sono subito attivati autonomamente - sottolineano i sindacati -. Serve però una risposta di sistema, da parte dell’intero mondo delle imprese, per non lasciare le famiglie delle lavoratrici e dei lavoratori in balia delle scelte delle singole aziende. Il Trentino che produce e lavora deve dimostrare oggi di saper essere solidale, come tante volte ha fatto in passato. Come sindacati dei metalmeccanici Fim, Fiom e Uilm del Trentino chiediamo dunque che in tutte le aziende si eroghino il prima possibile, dove ci sono le condizioni, i 200 euro di buono carburante, attraverso un confronto, se presenti, con le Rsu. E chiediamo alle associazioni imprenditoriali, a cominciare da Confindustria del Trentino e dall’Associazione Artigiani e Piccole Imprese della Provincia di Trento di dare una chiara indicazione in tal senso a tutti i propri associati”.

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