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Caro vita e aiuti

Sindacati criticano il bonus bolletta. La Pat ribatte elencando gli aiuti concessi

L’attacco: “Vera e propria emergenza che va affrontata in maniera efficace e strutturale, non con mancette elettorali”. La Provincia risponde: “Lasciate autonomia all’esecutivo”. Cosa farà la Giunta se la situazione non dovesse migliorare

Il battibecco tra sindacati e Provincia non si ferma e, anzi, diventa più acceso proprio in occasione dell’ultima misura emanata da piazza Dante: il bonus di 180 euro a famiglia per tutte le utenze che non superano i 4,5 Kw/h.  Misura, questa, ritenuta “insufficiente e non equa da parte dei sindacati. Il caro vita in Trentino Alto Adige, secondo i dall’Istat, pone la regione al vertice tra i territori con il costo alto d’Italia. Ed è questa una situazione che preoccupa molto i sindacati, così come preoccupano gli effetti dell’inflazione su famiglie di lavoratori e pensionati.

"Siamo di fronte a una vera e propria emergenza che va affrontata in maniera efficace e strutturale, non con mancette elettorali che non servono a nulla se ad non aumentare il disagio della famiglie più bisognose che non potranno beneficiare di un intervento adeguato", dicono i tre segretari provinciali Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti che non nascondono le loro perplessità sul provvedimento adottato oggi dalla Giunta provinciale sul caro bollette.
 

"Un bonus a pioggia di 180 euro a famiglia solo sulle bollette elettriche è del tutto iniquo ed inefficace per i nuclei che fanno più fatica a sostenere il peso degli aumenti dell’energia elettrica - incalzano i sindacati -. Non si possono garantire bonus a chi ha redditi alti perché così si tolgono risorse al ceto medio che oggi rischia di scivolare in povertà. La misura della Giunta Fugatti per come è stata costruita non garantirà un vero sollievo alle famiglie davvero bisognose. Avevamo chiesto un confronto con la Giunta per studiare insieme gli strumenti più efficaci. L’Esecutivo Fugatti, però, ha preferito fare tutto da solo nella fretta di intestarsi un taglio alle bollette alla vigilia delle elezioni politiche. Più che di propaganda, però, i trentini hanno bisogno di fatti".
 

Cgil Cisl Uil contestano in particolare la scelta di non prevedere nessun indicatore di reddito per ottenere il bonus con il paradosso che chi ha buona disponibilità economica e di reddito, ma un contratto di 4.5kw/h potrà avere un bonus di cui non ha realmente bisogno, mentre si rischia di tagliare fuori o dare pochissimo ai nuclei più bisognosi.
 

"È evidente, peraltro, che l’emergenza caro vita non è destinata ad esaurirsi entro la fine dell’anno. Oltre alle bollette dell’elettricità i trentini dovranno fare i conti con i costi alle stelle del gas per il riscaldamento oltre che all’aumento generalizzato dei prezzi. Per questa ragione servono misure strutturali non provvedimenti spot dalla tempistica non casuale. Serve investire molto di più dei 40 milioni previsti e la Giunta lo può fare visto che ha in dote un tesoretto di 100 milioni di euro da spendere da qui a fine anno".
 

I sindacati hanno così chiesto al presidente Fugatti di convocare le parti sociali per studiare insieme misure condivise contro l’erosione del potere d’acquisto. “Qui - concludono i segretari generali delle tre confederazioni - non si tratta di recuperare consensi, ma di evitare una situazione che sta avendo un impatto drammatico sulla tenuta sociale della nostra comunità”.

La risposta della Provincia

La Provincia ha maldigerito l’ultimo attacco dei sindacati e ha ribattuto sostenendo di aver sempre accolto e preso in considerazione osservazioni e sollecitazioni arrivate da tutte le parti, ma che: “Vi è anche un limite oltre il quale all'esecutivo va lasciata l'autonomia della decisione”. Dopo di che, la Giunta ha ricordato gli ultimi sostegni concessi alle famiglie:

  • bonus bollette per le famiglie (con e senza figli) che non superano le soglie previste dall'ICEF (0,40) e che non hanno i requisiti per accedere al bonus nazionale (7 milioni di euro);
  • intervento per le famiglie con figli con un aiuto tra i 400 ed i 650 euro a seconda della numerosità dei figli (intervento in pagamento con un costo previsto di 16 milioni di euro, in fase di erogazione);
  • esenzione Irpef prevista nell'Assestamento del bilancio 2022 per redditi fino a 25 mila euro invece che 15 mila (con un costo previsto di 30 milioni di euro).

"A tutto ciò - sottolineano dalla Giunta - si aggiunge il sostegno cui è stato destinato un budget di 40 milioni di euro. Un intervento che si ritiene di grande importanza e difficilmente riscontrabile altrove. In totale sono 93 milioni di euro".

Durante l’Assestamento, è stato destinato un apposito fondo di 100 milioni da utilizzare quando l’emergenza lo richiede. I 40 milioni sono stati prelevati da quel fondo perché la situazione è stata ritenuta emergenziale. "Se le previsioni non cambieranno - rassicurano dalla PaT - non sarà certamente l'ultima".

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