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La candidata sindaco Martini (M5S): "Scandaloso il bonus da 600 euro agli agricoltori che hanno già un lavoro"

La candidata sindaco di Trento, originaria della Val di Non, si scaglia contro chi, avendo già un altro lavoro, ha chiesto il bonus

Bonus da 600 euro chiesti dagli agricoltori di seconda categoria, ovvero da chi ha già un lavoro ma risulta iscritto all'albo provinciale come proprietario e coltivatore diretto di un terreno agricolo. A gridare allo scandalo è la candidata sindaco di Trento del Movimento Cinque Stelle Carmen Martini, originaria della Val di Non. Un territorio dove, dice, questo fenomeno è generalizzato.

Martini esprime "amarezza e disappunto" per la richiesta del bonus da 600 euro previsto dal Decreto Cura Italia "da parte degli stessi agricoltori (prima categoria), degli operatori agricoli a tempo determinato (cernitrici nei diversi magazzini Melinda) e dei lavoratori iscritti negli elenchi annuali della Val di Non, molti dei quali sono il più delle volte dipendenti pubblici con tanto di stipendio fisso, iscritti all’albo agricoltori in seconda categoria".

"Molti agricoltori della mia valle, attraverso i Patronati e con non so quale coraggio, sottoscrivono la richiesta di erogazione - prosegue Martini - ben consci che il settore agricolo noneso, in questo momento non è per nulla in difficoltà, anzi! Ogni giorno dai magazzini Melinda partono tonnellate e tonnellate di pomi vista la forte richiesta sia dall’Italia che dall’estero. Desidero lanciare un appello a tutti i nonesi che hanno già incassato il bonus coronavirus di devolverlo alla protezione civile, a chi ne ha veramente bisogno oppure alla ricerca scientifica". 

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