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Pinot Grigio: il CdA vota l'aumento della resa, i vignaioli non ci stanno

Incalzato dall'avanzata veneta del marchio "Venezia" il Consiglio di amministrazione del Consorzio Vini del Trentino ha votato l'aumento delle rese nel protocollo del pinot grigio. L'Associazione Vignaioli del Trentino protesta: "una scelta in contraddizione con le finalità di tutela della qualità"

foto Alessandro Piffer

Il Consiglio di amministrazione del Consorzio Vini del Trentino nella seduta di lunedì ha approvato un aumento delle rese all'interno del protocollo del Pinot Grigio. Una decisione presa a fronte dell'incalzante avanzata veneta del marchio "Venezia", ma che ha suscitato le proteste dell'Associazione Vignaioli del Trentino, il cui direttivo ha a sua volta deciso di manifestare la propria contrarietà all'aumento delle rese nella prossima assemblea del Consorzio.

Nel settore del vino, così come in altri, un aumento della resa va quasi sempre a discapito della qualità del prodotto: è questo il punto centrale delle proteste da parte dei vignaioli che sottolineano la contraddizione con le finalità dell'ente stesso, ovvero la tutela e la valorizzazione del vino trentino.

Pare che la modifica approvata dal CdA preveda un aumento da 140 a 150 quintali ad ettaro per le doc Trentino e Valdadige e secondo l'associazione il Pinot Grigio non sopporta rese così alte. C'è poi una contestazione di metodo: la scelta spetterebbe infatti all'assemblea dei soci del Consorzio e non al consiglio di amministrazione. 

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