Economia

Aumento dei prezzi, perché la guerra c'entra solo in parte

Cosa è successo ai prezzi delle materie prime e cosa ci attende?

Preoccupa l'inflazione, in particolare per il caro delle materie prime che, a ricaduta, sta portando criticità e blocchi in molti settori. In un approfondimento della giornalista di Today, Cristina D'Amicis viene raccontato che l’Osservatorio sui Conti pubblici ha affermato che i rincari sarebbero dovuti solo in minima alla guerra in Ucraina. L'invasione di Kiev ha sicuramente accentuato l'escalation dei prezzi ma gli aumenti maggiori si sono verificati durante la ripresa economica del 2021. Cosa è successo ai prezzi delle materie prime e cosa ci attende?

Guerra in Ucraina, le utlime notizie in diretta

Rincaro materie prime dovuto solo in minima parte alla guerra

Secondo l'Osservatorio sui Conti pubblici guidato da Carlo Cottarelli la recente impennata dell’inflazione sarebbe solo in minima parte dovuta alla guerra in Ucraina. Il maggior contributo alla crescita dei prezzi andrebbe imputato all’impennata delle materie prime durante la ripresa 2021. Ad esempio, circa l’80% dell’aumento del prezzo del gas naturale sarebbe avvenuto prima dell’invasione dell’Ucraina da parte dell’esercito russo. Dopo un forte aumento dovuto alla guerra, infatti, il prezzo del gas si è stabilizzato sui livelli pre-guerra. Stessa cosa può dirsi per il prezzo del petrolio, con una percentuale del 79 per cento. Idem per il carbone, il cui aumento è avvenuto per metà prima della guerra.

Cereali: il 75% dell’aumento è avvenuto prima della guerra

Importanti rincari si sono registrati non solo per i prodotti energetici ma anche per i cereali, provocando forti aumenti nei prezzi di pasta, pane e biscotti. In particolare, secondo il report, il 50-75% dell’aumento dei prezzi dei tre principali cereali (frumento, mais e riso) è avvenuto prima della guerra. La stessa cosa vale per il prezzo del cotone (75%) mentre il prezzo del legname ha registrato una frenata. La situazione non cambia per i metalli. Secondo l'Osservatorio ad eccezione del nickel, dove l'aumento post-guerra è stato quasi la metà del totale, per gli altri l'aumento è per almeno quattro quinti dovuto a quanto avvenuto prima dell’invasione dell’Ucraina. Il prezzo di alluminio, rame e stagno è leggermente al di sotto di quello pre-guerra. Cosa succederà in futuro all’inflazione? Secondo il rapporto "se anche la fine delle ostilità portasse a un ritorno dei prezzi delle materie prime a livelli pre-guerra, questi prezzi resterebbero molto più alti di quelli osservati un paio di anni fa".

Fonte: Today

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