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Rincari benzina, Codacons: «Stangata da 205 euro a famiglia. rispetto a maggio verde +12,5%»

Il coordinamento lancia l'allarme sui possibili effetti su alimentari ed energia

Il pieno di benzina a marzo del 2021 costerebbe 8,5 euro in più rispetto a maggio del 2020, ad affermarlo è la Codacons che ha puntato i riflettori sulla «corsa ininterrotta dei listini dei carburanti» che «produce una vera e propria stangata per le tasche dei consumatori». Il rincaro, secondo un calcolo del coordinamento, prendendo in riferimenti solo i costi diretti di rifornimento produrrebbe un aggravio di spesa da +205 euro a famiglia su base annua.

«Oggi un litro di benzina costa alla pompa il 12,5% in più rispetto allo scorso maggio, mentre per il gasolio si spende il 12,2% in più» spiega il presidente Carlo Rienzi. «L’impennata dei prezzi presso i distributori ha effetti a cascata sulle tasche dei consumatori, perché determina maggiori esborsi sia per i rifornimenti di carburante sia per gli effetti indiretti sui prezzi dei prodotti trasportati e sul comparto energetico».

Un fenomeno che, secondo il coordinamento andrà ad aumentare anche i prezzi delle merci che vengono trasportate. «Il rischio concreto, quindi, è che l’andamento al rialzo dei prezzi di benzina e gasolio produrrà nelle prossime settimane rincari generalizzati per ortofrutta e alimentari, beni che, come noto, viaggiano su gomma, e avrà ricadute negative su tutto il comparto dell’energia, con inevitabili aggravi di spesa per i consumatori» conclude Rienzi.

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