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Giovedì, 1 Dicembre 2022
Economia

Assegno invalidità, sindacati: "I lavoratori trentini non sarebbero a rischio taglio"

L’Inps cambia le regole, per chi guadagna più di 4931 euro l’anno il sostegno si riduce di 287 euro

Le regole sull’assegno di invalidità per i lavoratori e le lavoratrici potrebbero cambiare a breve. La notizia circola già da qualche giorno. In una circolare, l’Inps si era espressa sul requisito di inattività lavorativa, necessario per l’ottenimento dell’assegno mensile d’invalidità, sollevando una scia di polemiche e rimostranze da parte di moltissime associazioni rappresentanti del mondo della disabilità e dei malati rari.

Secondo i sindacati trentini, però, l'Istituto nazionale della previdenza sociale, avrebbe chiarito che tutti coloro che percepiscono questo sostegno, ma hanno un lavoro, subiranno un taglio di 287 euro. Un’interpretazione opposta a quella circolata nei giorni precedenti.

"In ogni caso riteniamo che questa decisione non impatterà sul Trentino visto che le misure di sostegno per gli invalidi sono di competenza provinciale, dunque gestite autonomamente sul nostro territorio - hanno sottolineato i sindacati -. È importante però che la Provincia prenda posizione e chiarisca in modo definitivo questa questione".

Nella nota Inps del 14 ottobre l’Istituto specifica che "l'assegno mensile di assistenza […] sarà liquidato, fermi restando tutti i requisiti previsti dalla legge, solo nel caso in cui risulti l'inattività lavorativa del soggetto beneficiario”. In altre parole resterebbero fuori tutti coloro che fanno anche piccoli lavoretti che producono un reddito di 4931 euro lordi l’anno.

Una scelta che la Cgil e Inca stanno contestando a livello nazionale. “Si tratta di una cosa molto grave, poiché vengono colpiti i più fragili, coloro che hanno già pagato duramente le conseguenze dell’emergenza sanitaria. L’assegno di invalidità riguarda le persone più povere con disabilità gravi, quelle che hanno un reddito annuale pari o inferiore a 4.931 euro. Le attività di queste persone con disabilità sono attività terapeutiche o formative e con piccoli compensi, che difficilmente superano il tetto previsto. Togliere l’assegno di invalidità alle famiglie è un atto ingiusto”.

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