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Arcese, 250 esuberi: i sindacati cercano la trattativa

L'azienda di autotrasporto Arcese ha dichiarato 250 esuberi. Per i sindacati l'alternativa ai licenziamenti è la sospensione in cassa straordinaria. Ora si apre il confronto in sede ministeriale, spiega la Cgil

Arcese, la multinazionale dell'autotrasporto con sede ad Arco e presente in dodici diversi paesi, dalla Cina al Messico, ha aperto una procedura di mobilità per 250 dipendenti in Italia. La comunicazione ufficiale degli esuberi è giunta alle organizzazioni sindacali a livello nazionale il 30 gennaio e venerdì scorso, il 17 febbraio, si è concluso il tentativo di intesa in sede sindacale, prevista dalla normativa nazionale, con un verbale di mancato accordo. Ora la palla passa al confronto in sede ministeriale.

In pratica i sindacati, Filt Cgil in testa, hanno chiesto all'azienda guidata da Eleuterio Arcese, che tutt'oggi rappresenta gli autotrasportatori aderenti a Confindustria, di evitare gli esuberi attivando la richiesta della cassa integrazione straordinaria. "Di questa possibilità – spiega Giuseppe Dossi, responsabile del settore autotrasporto della Filt Cgil del Trentino –, ossia dell'evenienza di attivare la cigs per superare questa difficile fase di crisi del settore, avevamo già discusso con i lavoratori della sede di Arco a febbraio. Così, quando abbiamo ricevuto la comunicazione dell'azienda riguardo la procedura di mobilità, la nostra richiesta è stata ferma: inoltrare domanda di cassa integrazione straordinaria per dodici mesi in modo da evitare i licenziamenti e mantenere i dipendenti stabilmente in forze all'azienda lavorando per il rilancio delle attività dell'impresa e quindi per garantire i livelli occupazionali. Per noi 250 esuberi sono inaccettabili".
 
Arcese però ha comunicato alle organizzazioni sindacali che, per il momento, non intende intraprendere questa strada e, di fronte al niet dell'azienda, le parti hanno preso atto dell'impossibilità di trovare un accordo. Ma la battaglia non è ancora conclusa. Ora, infatti, il tavolo si sposta a livello ministeriale.
 
"È tutto il settore dell'autotrasporto – ricorda Dossi – a risentire di una crisi profonda, causata dagli incerti andamenti della produzione industriale e dei consumi e dalla stretta delle banche neii finanziamenti alle imprese. Ma Arcese ha le potenzialità per recuperare questo stato di cose e per rilanciare le proprie attività. Per questo motivo noi continueremo a batterci per ottenere un impegno concreto per il contenimento dell'impatto sociale della ristrutturazione, a partire dalla cassa integrazione straordinaria che rappresenta una soluzione indispensabile per tutelare l'occupazione in questa delicata fase".
 
L'Arcese Trasporti era stata sostenuta in modo consistente negli anni scorsi dalla Provincia. Nel 2009 un'operazione di lease-back aveva portato nelle casse dell'azienda quasi 20 milioni di euro di contributo pubblico, a fronte dell'impegno a mantenere l'attuale forza lavoro. Un impegno che Piazza Dante intende far rispettare, come conferma l'assessore all'industria Alessandro Olivi, che già domani conta di incontrare la proprietà.
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