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Affitti in nero a studenti: 8 casi a Trento, 76.000 euro di tasse evase

Guerra ai furbetti de'affitto a Trento, ma anche agli studenti che percepiscono illecitamente borse di studio. Ecco i dati della Guardia di Finanza

Sono stati 78 in poco meno di due anni gli interventi ispettivi della Guardia di Finanza di Trento volti a reprimere il fenomeno degli affitti in nero, per un totale di imposte evase che sfiora il milione di euro, 956.000 per la precisione. Numeri che sono quasi il triplo rispetto alla vicina provinncia di Bolzano, dove nello stesso  periodo  le ispezioni sono state 34, per un ammontare di 372.713 euro di imposte evase.

A pesare sulla situazione trentina è, in particolare, la presenza dell'Università, che con i suoi 16.000 studenti rappresenta una "ghiotta occasione" per chi intende affitare appartamenti e stanze senza pagare il dovuto. E' proprio in questo contesto che si inserisce l'accordo firmato questa mattina, 4 ottobre, tra il Comando provinciale delle Fiamme Gialle e l'Ateneo trentino (ne abbiamo parlato in questo articolo, clicca qui), che prevede anche la pubblicazione di una piccola Guida agli affitti, a beneficio degli studenti.

L'attività della Guardia di Finanza è frutto di controlli incrociati nelle banche dati in uso alle forze dell'ordine. In particolare incrociando l'elenco di proprietari di abitazioni, con le rispettive dichiarazioni dei redditi è emerso come circa 1500 intestatari di seconde e terze case non avessero presentato alcuna dichiarazione. Otto proprietari  di immobili sono già stati segnalati, per un'evasione totale di 76.547 euro.
 
C'è, naturalmente, chi fa il furbo anche tra gli studenti: all'interno dei controlli relativi all'indebito conseguimento di prestazioni sociali agevolate una particolare attenzione è dedicata a chi ottiene borse di studio o altre agevolazioni in base a false dichiarazioni dello stato reddituale. Il caso segnalato oggi dalla Guardia di Finanza riguarda  però Bolzano, dove uno studente, dichiarandosi iscritto all'Università di Verona, aveva chiesto ed ottenuto una borsa di studio erogata dalla Provincia.

In realtà aveva utilizzato l'identità di un ignaro studente per compilare i moduli di richiesta. Scoperto che non risultava affatto iscritto alll'Ateneo veronese le Fiamme Gialle lo hanno denunciato per truffa aggravata. Per circa 6000 euro di borsa rischia fino a 6 anni di carcere. 

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