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L'appello dall'assemblea: "Senza artigianato muore anche il Trentino"

Questo lo slogan scelto da Assoartigiani, Confcommercio del Trentino e Unione commercio per chiedere alla politica meno burocrazia e pressione fiscale, più credito e tutela per le piccole imprese. Pronto un documento in 26 punti

Meno burocrazia e pressione fiscale, più credito e tutela per le piccole imprese. Le richieste sono sempre le stesse, da anni. Eppure tutto rimane uguale. Sarà per questo che Assoartigiani, Confcommercio del Trentino e Unione commercio hanno riunito i loro iscritti al Teatro Sociale di Trento sotto lo slogan "Adesso basta! Senza artigianato muore anche il Trentino", giornata che ha visto la partecipazione di rappresentanti di oltre 600 imprese. L'assemblea ha messo a punto un documento di proposte in 26 punti che sarà consegnato alla politica provinciale "Si tratta di fre ripartire l'edilizia, che quest'anno ha perso circa 2000 posti di lavoro, perché abbiamo tante imprese di quel tipo ed è l'unico motore che può ripartire in tempi veloci - commenta il presidente di Assortigiani, Roberto De Laurentis -. Chiediamo inoltre che in Trentino si smetta di avere categorie economiche figlie di un dio minore, a cui resta solo qualche spicciolo. Vengono tutelate soprattutto le aziende medio grandi perché c'è una connessione tra il sindacato, che non conosce la piccola impresa, e la politica. Non siamo gente di protesta ma di proposta, vogliamo una politica più vicina alle categorie economiche. Questa assemblea - ha aggiunto De Laurentis - nasce dal caso della Btd Servizi Primiero, una vicenda che ha dimostrato come la cooperazione faccia più i suoi interessi che non quelli del territorio". Bersagli del numero uno degli artigiani trentini - in sala c'erano il presidente della Provincia, Ugo Rossi, e il vice, Alessandro Olivi - l'eccessiva e macchinosa burocrazia, la pressione fiscale al 68% e i costi della struttura pubblica: "Sono 35.000 i piccoli artigiani in Trentino - ha detto De Laurentis - tanti quanti i dipendenti pubblici che costano 216 milioni alle casse pubbliche trentine, mentre in Alto Adige questo costo scende a 105 milioni". 

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