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Caso Marangoni, CGIL: "La Giunta si accorda direttamente con l'azienda, precedente pericoloso"

"Così l'azienda fa quello che vuole, ed altre saranno legittimate a seguirla". Il numero dei lavoratori scende da 196 a 170, l'assessore ribatte: "Saranno pensionamenti"

Non bastano le dichiarazioni dell'assessore Spinelli, che ha annunciato "nessun esubero", per rassicurare i sindacati sul futuro dei lavoratori della Marangoni. Il nuovo contratto, che sarà sottoscritto dall'azienda roveretana con Trentino Sviluppo, prevede un livello occupazionale minimo di 170 lavoratori a fronte dei 196 di oggi. Si tratterebbe, però, di pensionamenti programmati fino al 2025, quindi nessun licenziamento.

L'accusa più pesante mossa dalla Cgil non riguarda, però, le clausole dell'accordo ma l'accordo stesso. "Giunta e Marangoni si accordano sottobanco, ignorando gli accordi precedentemente firmati senza coinvolgere i sindacati. Un precedente pericolosissimo: la Giunta si è accordata direttamente con un'azienda per ridurre il numero di lavoratori".

"La paura che abbiamo è che il numero di 170 dipendenti non sia la fine, ma l'inizio di un progressivo impoverimento della forza lavoro, anche perché questo "Polo della gomma" ha i contorni ancora poco chiari e non c'è la certezza delle commesse" conclude, amaramente, la nota.

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