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Domenica, 23 Giugno 2024
Lavoro / Riva del Garda

Turismo in Trentino: ecco cosa cambia per 35mila lavoratori

La svolta con la firma del contratto provinciale presentato a Hospitality. Soddisfatti sindacati e associazioni di categoria

Un accordo atteso e, finalmente, divenuto realtà quello che riguarda il contratto provinciale del turismo, presentato ufficialmente mercoledì 8 febbraio nell’ambito di Hospitality a Riva del Garda. A sottoscriverlo, Confcommercio Imprese per l’Italia Trentino, Associazione Ristoratori del Trentino, Associazione dei Pubblici Esercizi del Trentino, Faita Trentino, Fiavet Trentino, Asat - Associazione Albergatori e Imprese Turistiche della provincia di Trento, Confesercenti del Trentino, Fiepet - Confesercenti del Trentino, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UILTucs del Trentino - Alto Adige Sudtirol. 

Che cosa cambia, con la firma di questo accordo, per 35mila lavoratori, stagionali e fissi, operanti nelle strutture ricettive e negli esercizi pubblici del Trentino? In poche parole, 50 euro lordi in più in busta paga, copertura sanitaria integrativa, triplicata la percentuale di versamento per la previdenza complementare, investimenti sulla formazione.

Soddisfatti i sindacati, come si evince dalle parole dei segretari di Filcams, Fisascat e Uiltucs Paola Bassetti, Lamberto Avanzo e Walter Largher: “Si tratta di un risultato importante che per noi resta comunque un punto di partenza. Da qui intendiamo costruire insieme alle controparti datoriali relazioni e accordi che puntino a migliorare e rendere più competitivo il nostro turismo”.

Soddisfazione evidente anche da parte di Confcommercio, con il vicepresidente Marco Fontanari che parla di accordo qualificante sia per i contenuti economici che per gli obiettivi di rafforzare il contratto in un’ottica di maggiore attrattività delle professione turistica, mentre Alberto Bertolini, vicepresidente degli albergatori trentini afferma: “Il successo di un’impresa turistica si fonda sulla professionalità e la passione delle persone che vi lavorano. Il contratto integrativo territoriale, che ha visto impegnate e concordi tutte le parti sociali, è un segno importante in questa direzione”. Anche la Federazione italiana degli esercenti pubblici e turistici applaude a questa firma.

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