Cucina Ravina / Via della Croce

Gróstoi: il carnevale è servito...

Maccheroni, bigoi, polenta e luganega la fanno da padroni in Trentino a carnevale, ma che festa sarebbe senza i gróstoi?

Non sono certo una prerogativa trentina, ma il nome sì, è decisamente unico: quelle che nel resto d'Italia si chiamano chiacchiere, bugie, cenci, cioffe, frappe e gale in Trentino si chiamano gróstoli, una specie di italianizzazione non richiesta del più dialettale gróstoi . Si tratta di un tipico dolce di carnevale, un sottilissimo strato di pasta fritta, croccante, ricoperto dall'immancabile zucchero a velo.

Ingredienti:
1 Kg di farina
1 hg di burro
2 hg di zucchero
2 uova (ed eventualmente un altro rosso)
sale q.b.
buccia di limone grattuggiata q.b.
1 bustina di lievito per dolci
mezzo bicchiere di grappa

Procedimento: si impastano gli ingredienti fino a realizzare una pasta abbastanza amalgamata. Si lascia riposare la pasta (a lungo, "dalla mattina alla sera" recita la ricetta inviataci dalla nostra fonte) quindi la si stende fino ad ottenere uno strato molto sottile, difficile farlo a mano, è molto utile avere una macchina per la pasta. Si ritagliano dei rombi (questa è la forma tipica dei grostoli trentini) attraverso la rotella per tagliare la pasta (la stessa che si usa anche per i ravioli) e si friggono in olio di semi bollente. Una volta fritti, raffreddati ed asciugati, si cospargono si zucchero a velo... il carnevale è servito!

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