Cucina

Brazadèl pasquale: il tipico dolce trentino

La storia e la ricetta

Un altro dolce lega le tradizioni trentine a quelle romagnole, il brazadèl pasquale. Una ciambella morbida, lasciata a riposo per diverse ore composta da ingredienti semplici, ma con un gusto inconfondibile. L'origine del nome, secondo alcuni, potrebbe essere la stessa del famoso bretzel tedesco. La parola deriva quasi certamente dal latino brachium, cioè braccio. La connessione con la parola "braccio" potrebbe significare il fatto che, preparato un impasto "a serpente" lo si faccia poi "abbracciare" per creare una ciambella oppure, nel caso del bretzel, la classica forma a fiocco con tre buchi. Una caratteristica che il brazadèl romagnolo, al contrario di quello trentino, ha in parte perso visto che a in Romagna spesso questo dolce può presentarsi semplicemente come un grande pane, senza buchi. Varianti di "ciambelle pasquali" si ritrovano però lungo tutta la costa adriatica, fino in Puglia.

Diverse fonti riferiscono anche che la forma a ciambella (ma lo stesso vale anche per il bretzel) fosse funzionale ad infilare il dolce direttamente nel braccio. Le donne che preparavano il dolce infilavano al braccio più brazadèi per poi portarli di casa in casa. E lo stesso gesto di metterli al braccio di qualcuno, tipicamente ai bambini come riferito da Wikipedia, era considerato un segno bene augurante. L'usanza potrebbe anche derivare dall'abitudine dei monaci di portare il brazadèl al braccio nel giorno di Pasqua, per consumarlo a bocconi lungo tutto l'arco della giornata. In Trentino era usanza raccomandare la stessa cosa ai bambini, per fare in modo che non lo consumassero troppo in fretta. In ogni caso le diverse usanze non si escludono a vicenda, così come le diverse, possibili, origini etimologiche.

La ricetta del brazadèl

La lievitazione è uno dei pilastri perché un buon dolce sia morbido. La lievitazione deve durare almeno un'ora, ancora meglio se due in una ciotola coperta da un panno che mantiene caldo l'impasto vicino che va tenuto vicino a una fonte ci calore.

Ingredienti

1 kg di farina
250 gr di zucchero
200 gr di burro
10 gr di lievito di birra fresco (due bustine di liofilizzato)
4 uova (solo tuorlo)
1/2 litro di latte  
un pizzico di sale
scorza di limone
spezie a piacimento tra cui vaniglia e anice
liquore alkermes a piacimento

Come procedere

Sciogliere il lievito in acqua tiepida e disporre la farina in una ciotola con lo zucchero, due tuorli d'uovo, metà del latte (intiepidito), la scorza di limone e, eventualmente, le spezie. Versare il lievito sciolto i acqua tiepida ed impastare energicamente fino ad ottenere un composto omogeneo. Disporre l'impasto in una ciotola vicino ad una fonte di calore (fino a 25°), coperto da un panno ed attendere una mezz'ora o più. Lavorare la pasta a rotolo, per poi piegarla e creare la ciambella che sarà la forma finale del dolce, quindi lasciar lievitare ancora per un'ora, o più. In questa fase si può far lievitare nel forno spento.

In un'altra ciotola mescolare due ulteriori tuorli d'uovo con l'altra metà del latte, freddo, e, a piacimento, il liquore alkermes. Spennellare sulla ciambella la miscela ottenuta quindi guarnire con zucchero. Infornare a 200° e cuocere per circa mezz'ora, eventualmente coprendo con un foglio di alluminio per permettere il completamento della cottura senza bruciare la parte superiore. 

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