Due mele al giorno tolgono il medico di torno: effetti benefici sul colesterolo

La ricerca della Fondazione Mach con le renette coltivate in Trentino

Le mele renette

Una mela al giorno toglie il medico di torno. Il vecchio adagio è corretto, ma andrebbe moltiplicato per due e ad una condizione: che le mele siano renette. A dirlo è la Fondazione Edmund Mach che, grazie ad un progetto di ricerca in partnership con l'Università di Reading nel Regno Unito, ha scoperto che due renette al giorno sono sufficienti a ridurre del 4% i livelli plasmatici di colesterolo, legato a patologie cardiovascolari.

La renetta è una varietà particolarmente ricca di fibre e di proantocianidine, ovvero una classe di polifenoli con molti effetti benefici sulla salute, noti per la capacità di contrastare il colesterolo cattivo LDL e di promuovere così la salute cardiovascolare. Il risultato è stato pubblicato sulla rivista "The American Journal of Clinical Nutrition".

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Lo studio ha coinvolto 40 soggetti volontari con lieve ipercolesterolemia ossia livelli leggermente alti di colesterolo nel sangue, che hanno partecipato allo studio di nutrizione clinica svoltosi presso la Hugh Sinclair Unit of Human Nutrition dell’Università di Reading, consumando due mele al giorno, fornite dal Consorzio Melinda, per otto settimane o il succo di mela impoverito ovvero privato delle benefiche fibre e dei polifenoli antiossidanti, come controllo.

Al termine delle otto settimane i ricercatori hanno misurato vari parametri chiave per malattie cardiovascolari, inclusi la glicemia, l’insulinemia, la lipidemia e la funzionalità di vene e arterie. Le analisi hanno dimostrato una diminuzione significativa dei livelli di colesterolo totale e anche del cosiddetto “colesterolo cattivo LDL” dopo consumo cronico di mele.

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In Trentino la Renetta Canada è una varietà coltivata da secoli nelle Valli di Non e di Sole, dove ha trovato il suo habitat ideale, per questo oltre il 90% della produzione italiana è ottenuta in tale areale. Grazie a questa lunga storia, testimoniata da una nutrita serie di documentazioni, la varietà ha ricevuto nell’anno 2003 il riconoscimento della D.O.P. (Denominazione di Origine Protetta) da parte della Comunità Europea. Attualmente nelle valli del Noce è coltivata su circa 500 ettari, nei terreni più vocati situati tra i 400 e 700 metri di quota. In queste situazioni la renetta esprime al meglio le sue caratteristiche.

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