Zone rosse, arancioni e verdi: ecco chi decide

L'Italia si è risvegliata con un nuovo Dpcm ma di fatto nessuno sa in che zona si trova. Si apre la "contrattazione" tra regioni e ministro Speranza

Il ministro della Salute Roberto Speranza

Mercoledì 4 novembre l'Italia si è svegliata con un nuovo Dpcm firmato dal premier Conte ma, di fatto, nessuno sa con certezza in quale dei tre scenari prospettati dal documento si trova la propria regione o provincia: zona "Rossa", "Arancione" o "Verde". Lo stesso decreto prevede infatti che sia il Ministero della Salute a deciderlo, dopo aver sentito i presidenti delle Regioni e delle Province autonome. Una soluzione che lascia pensare ad una contrattazione infinita tra Roma ed i singoli territori. 

La decisione sarà presa sulla base di 21 criteri che dovrebbero fornire un quadro della situazione per ciascun territorio: l'indice Rt è solamente uno di questi parametri, insieme al numero dei posti in terapia intensiva, alla capacità di analisi dei tamponi ed altri indicatori di questo tipo. Dati, peraltro, non immuni da perplessità come già visto durante l prima ondata. Il Dpcm entrerà in vigore da giovedì 5 novembre ed è quindi lecito supporre che la giornata di oggi sarà cruciale per prendere la decisione che suddividerà l'Italia nelle famose tre zone.

Trentino: ecco la situazione

L'Alto Adige, come abbiamo scritto nei giorni scorsi, ha deciso di giocare d'anticipo emanando un'ordinanza che scatterà alla mezzanotte di mercoledì 4 novembre e che prevede il coprifuoco in tutta la provincia, oltre alla "zona rossa" per 11 comuni, compreso Bolzano. Le regioni che, ormai quasi certamente, si tingeranno di rosso sono Piemonte, Lombardia e Calabria. E il Trentino? Il governatore Maurizio Fugatti in un'intervista al quotidiano L'Adige rilasciata nella serata di ieri ha solamente ribadito "non siamo zona rossa". Un'affermazione basata, più che sui numeri del contagio (l'indice Rt è attorno all'1,5), su quelli del rapporto tra ricoverati in terapia intensiva e posti disponibili: secondo l'ultimo bollettino sono 12 quelli occupati, su 32 totali.

Trentino: dubbi sul rapporto tra tamponi e contagi

Un'affermazione che però suona più come un appello a Roma: "non considerate il Trentino zona rossa, perché non lo è", per parafrasare. Del resto tutti i presidenti di regione si apprestano a dar battaglia e non è ancora sicuro che il lockdown debba scattare subito nemmeno per quelle con la situazione peggiore dal punto di vista dei contagi. C'è poi da tenere conto che il Dpcm è valido fino al 3 dicembre e che una regione potrebbe cambiare colore anche nelle prossime settimane, a seconda dei dati, dando il via di fatto ad una contrattazione continua tra i governatori ed il ministro Speranza. Nel quadro odierno il Trentino si trova stretto tra l'Alto Adige, dove ci sono zone rosse, la Lombardia, in procinto di esserlo, ed il Veneto, ad oggi candidato a "zona arancione".

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