Scuola, la Consulta degli studenti: voucher per acquistare libri di testo

Al voucher provinciale avrebbero diritto solo i nuclei che rientrano nei parametri Icef o Isee ed esclusivamente nella spesa per i libri di testo, fino a 300 euro l'anno. Bonus solo gli studenti meritevoli

La Consulta provinciale degli studenti di Trento chiede voucher per i libri di testo da utilizzare nel triennio degli istituti superiori. Il presidente Stefano Auriemma, accompagnato dall'insegnante referente Alessandro Gallo, lo ha detto davanti ai membri della Quinta Commissione presieduta da Lucia Maestri (Pd). Auriemma ha sottolineato l'esigenza di favorire il completamento del quinquennio delle superiori fino al raggiungimento della maturità anche se l'obbligo scolastico è fermo a 16 anni anche dando supporto alle famiglie per l'acquisto dei libri di testo nel triennio conclusivo. Al voucher provinciale avrebbero diritto solo i nuclei che rientrano nei parametri Icef o Isee ed esclusivamente nella spesa per i libri di testo, che arriva fino a 300 euro all'anno. Del bonus dovrebbero inoltre beneficiare solo gli studenti meritevoli e non gravati da debiti formativi.

Il dirigente Roberto Ceccato ha fornito informazioni dal punto di vista tecnico, ricordando che il diritto allo studio è disciplinato dalla legge provinciale 5 del 2006 sulla scuola e già prevede anche il comodato d'uso dei libri di testo esteso fino ai primi due anni delle superiori. Attualmente, ha spiegato, la norma non contempla vaucher, ma con i necessari approfondimenti sull'impatto finanziario di un intervento del genere potrebbe consentire l'utilizzo dell'assegno unico cui la Provincia sta pensando. Assegno unico che potrebbe eventualmente comprendere, oltre che varie misure di sostegno per il diritto allo studio, anche un aiuto alle famiglie per i libri di testo nel triennio delle superiori, dal momento che la spesa può arrivare a 1.000 euro. I ragazzi interessati, ha concluso, sono circa 12.000 e un Icef medio interesserebbe la metà.

Secondo Lucia Maestri (Pd) la Quinta Commissione potrebbe farsi carico di elaborare una mozione di indirizzo da concordare con la Consulta degli studenti e poi sottoporre alla Giunta per avviare una procedura orientata nella direzione più opportuna. Marino Simoni (Progetto Trentino) ha riconosciuto che il problema esiste e che la sollecitazione che arriva dalla Consulta degli studenti è importante e va tenuta presente. La soluzione potrebbe essere l'assegno unico.

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