Martedì, 21 Settembre 2021
Cronaca

Violenza tra giovanissimi, un quindicenne nei guai

L'aggressione è stata denunciata in Questura dalla vittima e dalla testimone intervenuta

Immagine di repertorio

Aggressioni e minacce tra giovanissimi, dopo le indagini della polizia un quindicenne è stato ristretto in casa. Nella serata di mercoledì 17 marzo la Squadra Mobile, coordinata dalla Procura della Repubblica per i Minorenni di Trento, ha eseguito una misura restrittiva della libertà personale a carico di un quindicenne perché, insieme ad altri giovani, tutti di età inferiore ai 14 anni e pertanto non imputabili, avrebbero compiuto una serie di vessazioni e soprusi nei confronti di un tredicenne, che sarebbero inoltre sfociate in un tentativo di rapina.

A inizio anno, la vittima di questa vicenda si è presentata in Questura a Trento accompagnata dal padre. Agli investigatori della Squadra Mobile la vittima giovanissima ha raccontato di essere uscita da scuola e di essersi diretta verso casa, ma che durante il tragitto sarebbe stata fermata da alcuni giovani, tutti minori e in parte conosciuti, che l’avrebbero costretta con minacce, strattoni e spintoni a seguirli in un luogo appartato lungo Corso 3 Novembre. 

Una volta arrivati all’altezza di una rampa di accesso a un garage, il gruppo avrebbe accerchiato la vittima iniziando a percuoterla e a rovistare nello zaino della stessa alla ricerca di denaro. Gli aggressori, insoddisfatti perché nello zaino non avrebbero trovato soldi, avrebbero deciso di prendere dalla tasca del giubbotto della vittima il telefono, intimandola di portare del denaro per riaverlo. In quel frangente, sul lato opposto della strada, una passante ha notato la scena e ha sentito  la vittima chiedere aiuto. La testimone si è avvicinata ai ragazzi e li ha invitati a lasciare il minore e restituirgli il telefono. Il gruppo degli aggressori, probabilmente intimorito dall’intervento dell’adulto, ha lasciato il telefono alla vittima, dandosi alla fuga.

Ricevuta la denuncia e le dichiarazioni della testimone, gli investigatori della Squadra Mobile hanno visionato le telecamere intorno all’isolato dove si è verificata l’aggressione, riuscendo a trovare delle immagini utili per poter fare dei riconoscimenti e per verificare quanto dichiarato da vittima e passante. All’esito delle indagini sono stati individuati cinque ragazzi, di cui due quindicenni e tre al di sotto di quattordici anni, che avrebbero partecipato all’aggressione e al tentativo di rapina.

La misura restrittiva dell’obbligo di permanenza in casa è stata applicata a solo uno dei cinque, perché dalle indagini della polizia è emerso che il giovanissimo avrebbe commesso altri fatti violenti nei confronti di altri minori, che non hanno ancora compiuto quattordici anni. Inoltre, all’inizio del mese di marzo, il quindicenne avrebbe incontrato per caso la vittima e l’avrebbe minacciata nuovamente in maniera grave, al punto tale da rendersi necessario l’intervento di un equipaggio della voltante per scongiurare un'eventuale aggressione.

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