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Violenza a Marco di Rovereto, indagini a tutto campo

Indagini a 360 gradi da parte delle forze dell'ordine che lavorano senza escludere alcuna ipotesi: sono stati prelevati i campioni di DNA dei 70 occupanti del centro di accoglienza. I militari non trascurano altre piste perché ci sarebbero parecchi soggetti compatibili con la descrizione fornita dalla vittima

Indagano a tutto campo senza escludere alcuna pista i carabinieri di Rovereto, che con l'ausilio delle altre forze dell'ordine stanno cercando l'autore dello stupro commesso nella notte tra venerdì e sabato a Marco ai danni di una giovane donna del posto. La ragazza ha raccontato di essere stata aggredita in via Ruina Dantesca, nei pressi del bosco, non lontano dal centro di prima accoglienza.


Data la vicinanza fisica del centro della protezione civile al luogo dove è stata commessa la violenza, le indagini si sono concentrate da subito all'interno della struttura. Sono stati prelevati i campioni di DNA dei 70 occupanti che si sono da subito mostrati collaborativi. In attesa dei risultati del test del Dna, per i quali ci vorrà qualche settimana, i militari non trascurano altre piste perché ci sarebbero parecchi soggetti compatibili con la descrizione fornita dalla vittima della violenza anche al di fuori del campo. Al di là del grave episodio, il centro di prima accoglienza della Protezione Civile da tempo è al centro di polemiche: lo stesso sindaco Miorandi chiede la chiusura di una struttura definita inadeguata. Marco e Rovereto sono considerate ora zone sensibili dalle forze dell'ordine ma nessuna misura restrittiva verrà posta alla libertà di movimento degli ospiti del centro.

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