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Martedì, 17 Maggio 2022
Cronaca

Incassa oltre un milione in nero vendendo titoli di Stato cinesi, incastrato dai finanzieri

Denunciato un imprenditore edile: per giustificare le provvigioni aveva inscenato la vendita del maso di famiglia

Aveva incassato una fortuna rivendendo alcuni rarissimi titoli di Stato cinesi per conto di una società estera, per poi evadere il fisco italiano. La guardia di finanza ha denunciato un imprenditore edile residente in Alto Adige, nel meranese, per il reato di dichiarazione infedele.

L'uomo era riuscito ad incassare i soldi grazie alla vendita dei cosiddetti "Liberty Bonds", titoli di Stato emessi nel 1937, in occasione del 26esimo anno della fondazione della Repubblica cinese. Questi titoli, ad oggi valutati sul mercato anche intorno a 50.000 dollari, erano stati nel tempo venduti all’estero a prezzi esorbitanti da una società del Liechtenstein, grazie all’attività di mediazione prestata dallo stesso imprenditore meranese, e per la quale aveva ricavato più di un milione di euro in provvigioni mai dichiarate (evadento così un'imposta sui redditi di circa 500mila euro).

Quando i militari hanno avviato il controllo fiscale, l'uomo ha tentato di giustificare i guadagni in nero affermando che la somma derivava dall’incasso di una caparra pattuita per la vendita del maso di famiglia, situato a Marlengo, ad un avvocato del Liechtenstein. In realtà, l'acquirente era il titolare della stessa società per conto della quale l'imprenditore aveva venduto i titoli cinesi: la vendita del maso dunque era solo una finta copertura per far arrivare i soldi in tasca all'imprenditore in modo da evitare la tassazione.

Dopo il pagamento della caparra infatti, la vendita non si è perfezionata. Non solo: l'uomo aveva anche iniziato alcuni lavori edili per la riqualificazione energetica e l'ampliamento dello stesso maso che sulla carta avrebbe dovuto vendere alla società estera. Le fiamme gialle hanno così appurato che il contratto di vendita del maso era stato solo fittiziamente concluso, con lo scopo di fare rientrare in Italia le somme erogate dalla società del Liechtenstein.

A seguito della denuncia, lo stesso maso (composto da 11 unità immobiliari e diversi ettari di terreno) è stato sequestrato dai finanzieri.

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