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Mori: si accende la protesta contro il vallo-tomo, contestati Rossi e Mellarini

I manifestanti hanno presidiato il municipio dove era in corso un incontro aperto ai soli proprietari dei terreni da espropriare, poi hanno tentato di bloccare l'auto del presidente, scortata dalla polizia

Polizia in tenuta antisommossa ieri sera a Mori per la protesta dei residenti contro il vallo-tomo, il muraglione anti-frane imposto come unica soluzione dalla Protezione Civile in accordo con sindaco e giunta. Circa un centinaio di manfestanti hanno assediato il municipio, dove si è tenuto un incontro tra l'amministrazione comunale, il presidente della Provinca Ugo Rossi e l'assessore competente Tiziano Mellarini. L'incontro, a differenza delle assemblee pubbliche precedenti, era aperto solamente ai proprietari dei terreni agricoli da espropriare per realizzare l'opera. I  manifestanti si sono fatti sentire per tutta la durata dell'incontro ed al termine hanno tentato di bloccare l'auto del presidente Rossi e  dell'assessore Mellarini.

Sene parla dal 2007, quando fu il Comune a proporre il progetto alla Provincia, poi più nulla fno al giiugno scorso. La problematica tornò sulle pagine  dei giornali, anche in seguito ad alcuni crolli di massi, avvenuti, a dire la verità, in un'altra zona del paese, quella di Ravazzone. In ogni caso l'instabilità del diedro roccioso sopra i "vicoli" di largo Villanuova e via Teatro è nota da tempo. All'opera è stata accordata la massima urgenza da parte della Protezione Civile, e l'affidamento dei lavori è avvenuto perciò in tempi molto brevi. Un particolare che ha destato non poche perplessità, anche in Consiglio comunale. 

Dalla fine di novembre alcuni residenti hanno allestito un presidio permanente sopra vicolo Prearua, dormendo nelle tende per bloccare i lavori. Il presidio è stato finora tollerato dalle autorità, che però non sembrano aver intenzione di tornare indietro. Si parla in ogni caso di un muro realizzato con pietre in gabbie di ferro, alto 5 metri e lungo 200. Il Comitato ha proposto, in agosto, soluzioni alternative come l'utilizzo lo spostamento a monte della barriera e l'utilizzo di reti paramassi di nuova generazione con capacità di assorbimento maggiori, al fine di preservare il paesaggio delle "fratte" dove dovrebbe essere realizzata l'opera. Nessuna di queste soluzioni è mai stata presa seriamente in considerazione. 

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