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Mori: demolizione del diedro a giugno, ad Arco spunta l'ipotesi di un altro vallo tomo

Mentre Mori si prepara alle operazioni di demolizione della roccia, tra poco più di un mese, ad Arco si discute la possibilità di adottare la stessa soluzione

Sarà presentato il 9 maggio, all'interno di un'assemblea aperta ai residenti delle vie interessate, il progetto di demolizione del diedro di roccia che sovrasta l'abitato di Mori, che ha fatto scattare la costruzione in somma urgenza del tanto contestato vallo tomo. Le lettere di convocazione firmate dal sindaco Barozzi sono state inviate oggi. Per spiegare il piano di  demolizione, che sarà attuato con tutta probabilità  nelle prime due settimane di giugno e richiderà l'evacuazione di oltre 200 abitanti, tornerà a Mori  l'assessore Tiziano Mellarini, duramente contestato prima della costruzione dell'opera.

Nel frattempo ad Arco è stata presentata la relazione sul fronte roccioso del Monte Brione che presenta un problema analogo. Analoga sembrerebbe essere anche la soluzione: un altro vallo tomo, più alto e più lungo di quello moriano. Ad interessarsi della questione, sulla scorta di un crescente malcontento della popolazione, è la Lega Nord che per voce del suo segretario Maurizio Fugatti interroga la Giunta per sapere, questa volta magari in anticipo, i dettagli dell'operazione. Nell'interrogazione si chiede se, "considerate le condizioni orografiche del Trentino ed il frequente palesarsi di situazioni di rischio che necessitano di interventi di messa in sicurezza, non si ritenga opportuno valutare l'insieme riducendo l'adozione di soluzioni quali il vallo tomo". 

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