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Valdastico prossima alla scadenza: Besenello gioisce

Il sindaco Comperini, riconfermato domenica con il 67%, gioisce come molti suoi compaesani dopo le dichiarazioni del ministro Delrio, che dovrà però spiegare ai sostenitori veneti dell'opera come mai senza il sì di Trento non si può procedere. La società ha già chiesto 1,2 miliardi di danni

"Sulla Valdastico abbiamo tenuto duro e continueremo a farlo, l'opera non si farà senza il sì di Trento, è la costituzione che lo dice". A ribadire la contrarietà al prolungamento della A31 è il sindaco di Besenello Cristian Comperini, riconfermato alla carica di primo cittadino domenica scorsa con il 67%. Nel piccolo paese lagarino, com'è noto, è prevista l'uscita di raccordo con l'A22, ma a tenere a bada le mire espansionistiche del Veneto c'è una Giunta da sempre contraria all'opera, e perfino un "guerriero" di legno alto due metri, che simbolicamente vigila sulle montagne sopra al paese (vedi video sotto).

Il prolungamento dell'autostrada è ad un passo dall'archiviazione definitiva e Comperini, come molti suoi compaesani, gioisce: "Finalmente è stato detto con chiarezza che l'opera non si può fare senza il sì della Provincia, che da sempre è contraria" spiega il sindaco in un'intervista al sito www.vvox.it (clicca qui). Il riferimento è alle parole di Delrio, incastrato tra le promesse di Renzi ed una lettura della norma costituzionale che dà ragione a Trento, a poco più di un mese dalla scadenza della proroga della concessione, che verrà annullata senza l'approvazione dell'opera.

"A volere la Valdastico sono alcuni esponenti di Confindustria che occupano posti di potere, mala base è contraria: ci sono studi redatti da professori universitari di chiara fama che smontano lla tesi secondo la quale la Pirubi servirebbe al sistema economico, per non parlare del danno ambientale - prosegue Comperini -. Dopo le dimissioni di Lupi qualcosa è cambiato: lui non ti riceveva neanche mentre Delrio si sta comportando più seriamente, dal punto di vista istituzionale ed umano". Una "umanità" che potrebbe però costare al Governo 1,2 miliardi, a tanto ammonta la  cifra richiesta dalla società concesionaria come risarcimentoo per quanto investito finora, a vuoto. 

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