Cronaca Oltrefersina / Largo Medaglie d'oro

Vaccinato l'80% degli ospiti delle Rsa in Trentino. Pfizer riduce le dosi: ne arriveranno la metà

Pfizer riduce le dosi: al Trentino il 60% in meno. Segnana: "Siamo preoccupati". Apss rassicura: "Non influenzerà la campagna vaccinale in corso"

In poco meno di un mese di campagna vaccinale in Trentino è stato coperto circa l'80% degli ospiti delle Rsa. Questa la notizia fornita dall'assessora alla Salute provinciale Stefania Segnana, che ha fatto il punto sull'andamento delle operazioni che hanno portato alla prima vaccinazione di oltre 10.000 trentini. Questa prima fase, coma'è noto, prevede la precedenza assoluta per operatori del sistema sanitario e ospiti delle case di riposo. 

Negli ultimi giorni di gennaio, o al massimo ai primi di febbraio, si dovrebbe passare ad una seconda fase. La campagna vaccinale sarà infatti estesa a tutti gli ultraottantenni trentini, grazie ad un accordo sottoscritto con i medici di famiglia che potranno somministrare il vaccino in ambulatorio, e forse direttamente a domicilio. Nel frattempo da lunedì 17 gennaio è in programma la somministrazione della seconda dose a chi si era vaccinato a partire dal 27 dicembre.

Pfizer "taglia" le dosi di vaccino per l'Italia

L'assessore ha espresso, però, preoccupazione per la decisione di Pfizer di inviare 165mila dosi in meno in Italia nel corso della settimana. Una decisione "unilaterale", ha detto l'assessora, usando la stessa parola con la quale il commissario Arcuri ha diffuso la notizia. Quel che è sicuro è che la decisione di Pfizer provocherà un'asimmetria nella distribuzione tra le regioni. Il Trentino dovrebbe ricevere il 60% di dosi in meno, risultando la regione più penalizzata.

"Siamo preoccupati - ha detto l’assessore Segnana - perché questa decisione produrrà un’asimmetria tra le diverse regioni italiane. Alcune mantengono intatta la loro fornitura, altre vengono pesantemente colpite: fra queste, il Trentino che vede dimezzate le forniture della prossima settimana. Non è riconoscibile alcun criterio per questa difformità: non vi è proporzionalità, nè con la popolazione, nè con il numero degli anziani, nè con il numero o la percentuale di dosi somministrate". L'Azienda sanitaria provinciale, però, rassicura sul fatto che la decisione non influenzerà l'andamento delle operazioni. "Non ci sarà nessuna conseguenza sulla campagna vaccinale in Trentino" ha immediatamente rassicurato il direttore Pier Paolo Benetollo. 

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