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Studenti: diminuiscono le tasse ma (presto) anche le borse

Tasse meglio distribuite ed una card per viaggiare sui trasporti pubblici a 50 euro all'anno, in vista però c'è la riforma del diritto allo studio dell'assessora Ferrari

La riforma della tassazione universitaria approvata lunedì dal Consiglio di amministrazione dell'Università di Trento vede la soddisfazione dei rappresentanti degli studenti. "Non si va a chiedere un soldo in più agli studenti, il gettito che l'Università riceverà rimarrà invariato" commenta Filippo Gioachin, coordinatore trentino dell'Unione degli Universitari. Si parla di "tasse personalizzate" per ogni studente, con unaa  percentuale di iscritti tra l 65% e l'80% che pagheranno meno rispetto agli anni scorsi.

"Fino ad oggi circa il 40% degli studenti si trovava nella fascia massima e con un euro di reddito in più si finiva a pagare anche 200€ in più di tasse. Da oggi ogni studente avrà una tassazione “personalizzata” che significa una tassazione più giusta e più aderente rispetto alla sua condizione economica" spiega Lorenzo Varponi, presidente  del Consiglio degli Studenti, nel CdA dell'Università. Per il calcolo delle tasse si è passati dal modello Icef al modello Isee, con una vera e propria No Tav Area fino al livello di 26.000 punti Isee. Gli studenti che pprecedentemente rientravano nelle ffasce dalla 1 alla 4 dovranno solamente pagare i 356 euro comprensivi di bollo, tassa sul  diritto allo studio e tasa di iscrizione. Sul piatto l'intesa mette anche una card riservata agli studenti per viaggiare su tutti i trasporti pubblici della Provincia con soli 50 euro all'anno. 


Se le tasse dimminuiscono potrebbero diminuire anche le borse: vista c'è la riforma del diritto allo studio, proposta dall'assessore Sara Ferrari, in discussione in giunta. L'orizzonte in questo caso si fa più nero: l'ipotesi è di fissare una soglia per le borse di studio a 18.000 euro-Isee. Un tetto che lascerebbe fuori quasi la metà di quanti percepiscono oggi la borsa di studio, spiegano i rappresentanti degli studenti. "Siamo molto preoccupati dell’imminente riforma del diritto allo studio da parte della PAT, rischiamo di avere a regime una riduzione del 45% rispetto al numero attuale di borsisti, determinate da soglie per le borse tra le più basse in Italia, assolutamente non competitive rispetto alle regioni circostanti" prosegue Gioachin.

Dello stesso avviso il vicepresidente dell'Opera Universitaria Francesco Bolla: "quello che più preoccupa é la visione di Università che sembra avere la Provincia: non più attrattiva e accogliente verso i ragazzi provenienti da tutta Italia e dal resto del mondo. Un’università chiusa nel territorio provinciale, con un sistema di diritto allo studio medio-povero persino se comparato con regioni più in difficoltà del Meridione. Un’università meno competitiva rispetto alle regioni vicine che concedono i benefici a chi si colloca fino ai 23.000 di ISEE. Da studenti ci aspettiamo che la politica sia in grado di volare alto e guardare lontano ma veniamo puntualmente delusi. Chiediamo che questa volta la Provincia ci ripensi e trovi le risorse necessarie a sostenere un diritto allo studio dignitoso". 

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