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Neo laureati e lavoro #3: Paola la grafica si racconta

Paola: "Ogni tanto svolgo qualche commissione e lavoretto per associazioni o privati che hanno bisogno di un supporto grafico, ma quella è la parte del lavoro che dà soddisfazioni ma non fa pagare l'affitto"

Dopo aver sentito le opinioni e le esperienze lavorative e di studio di due giovani laureati, rispettivamente in Giurisprudenza e Sociologia, passiamo ora a sentire cos'ha da dirci Paola Paganotto, 27 anni, laureata in Scienze dei beni culturali.

Ciao Paola, quale dei corsi di Laurea dell'università degli studi di Trento hai frequentato e perchè?
 
Scienze dei Beni Culturali, inizialmente ero iscritta a mediazione linguistica per le imprese e il turismo, ma dopo qualche mese mi accorsi che non era stata la scelta giusta, per cui seguendo la mia passione per le arti mi iscrissi a scienze dei beni culturali.
 
E oltre alla passione per l'arte, ti sei iscritta a questo corso di laurea perchè pensavi ti avrebbe potuto dare qualche sbocco lavorativo nel campo artistico? Quali erano le tue aspettative per il futuro? 
 
Certo, la mia idea era di formarmi per poi lavorare in campo artistico. Lo stesso piano di studi proposto mi sembrava andare in questa direzione.
 
Ti “sembrava" andare in questa direzione? Non è stato così?
 
No, effettivamente forniva delle basi che avrebbero potuto servire per un eventuale posto di lavoro all'interno di dipartimenti o strutture che si occupano di beni culturali, però mi accorsi che la maggior parte dei corsi e dei temi erano riferite alla situazione in trentino. Per una persona che ha aspirazioni a muoversi nel post-laurea questa situazione risulta un po' stretta.
 
Avrai sentito parlare di provincializzazione dell’ateneo trentino: credi ci sia il rischio che Scienze dei Beni culturali diventi “Folklore ai tempi di Andreas Hofer", storia "vita morte e miracoli di Andreas Hofer" e lingue "cimbro, ladino e altre lingue per comunicare nel 2012"?
 
Perchè non è già così scusa? No dai, scherzi a parte, la mossa della provincializzazione da un lato salva un po' le tasche, dall'altra però crea un meccanismo di autoreferenzialità che limita la cultura. Le fondazioni non ti finanziano per niente. Il rischio è che l'università diventi una piccola fabbrica che sforna dipendenti ad hoc per fondazioni, assessorati etc, trentini però.
 
Quanti anni hai, quanto tempo ci hai messo a finire l'università, e da quanti anni ti sei laureata e con che voto?
 
Ho 27 anni e mi sono laureata alla triennale un anno di fuori corso (senza contare il primo anno, in cui ho mollato a inizio primo semestre per poi riprendere scienze dei beni culturali a settembre). Mi sono laureata nel marzo 2009 con un punteggio di 97.
Fortunatamente la mia famiglia mi ha sostenuto finanziariamente per cui per il periodo in cui studiavo non avevo necessità di lavorare.
 
Abitavi a casa con i genitori o eri in affitto? 
 
Ho sempre vissuto in affitto, dividendo stanza e appartamento con altre studentesse. I prezzi delle case a Trento sono assurdi, altissimi! In quattro anni che ho vissuto in città, ho abitato in diversi appartamente e riuscivo a spendere tra i 150 e i 200 euro mensili dividendo però la stanza da letto con almeno altre due ragazze. L'ultimo anno con degli amici abbiamo preso una casa più grande, e per una singola spendevo 275, ma la casa era davvero grande.
 
Dopo la laurea ti sei specializzata ulteriormente, hai frequentato qualche tipo di corso formativo?
 
L'anno in cui mi sono laureata alla triennale fu un anno abbastanza triste per l'istruzione pubblica in Italia, per cui decisi di non iscrivermi alla 
specialistica. Decisi di andarmene da Trento per approdare a Bologna, dove iniziai a frequentare un corso di formazione professionale in Grafica Editoriale. Avevo bisogno di trovare un compromesso tra le cose che mi piaceva fare e la necessità di produrre del reddito per potermi permettere di vivere fuori casa. Attraverso un amico iniziai a lavorare, inizialmente qualche mese gratis, presso uno studio grafico, che lavora per delle grandi case editrici. Di contratto neanche l'ombra, ma quanto meno ho un salario decente, che mi permette di vivere tranquillamente. Ecco, poi diciamocela tutta, io vivo ancora in casa di studenti, siamo in 6, in centro a Bologna ok, ma comunque diciamo che il mio stile di vita è piuttosto basso. Poi ogni tanto svolgo qualche commissione e lavoretto per associazioni o privati che hanno bisogno di un supporto grafico, ma quella è la parte del lavoro che dà soddisfazioni ma non fa pagare l'affitto.
 
Qual è il tuo sogno lavorativo per il futuro e dall'altra parte che aspettative hai, considerando la situazione attuale?
 
Se dovessi considerare la situazione attuale, credo che non avrebbe troppo senso fare dei piani! Il mio sogno lavorativo però è quello di creare un laboratorio di produzioni con degli amici che svolgono anche loro lavori più o meno creativi, per immetterci nella rete di produzioni indipendenti invisibili che esistono in Italia e che credo siano le vere fucine di cultura in Italia. O andare con Bondi ad abbracciare gli omini di gesso a Pompei chiedendo scusa singhiozzando.
 
 
 
 
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