L'addio di Italia Nostra a Ulisse Marzatico

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrentoToday

Un addio a Ulisse Marzatico


Tra gli amici di una vita ci sono tutti quelli che lavorano o hanno lavorato in o con Italia Nostra, gloriosa associazione della quale Ulisse Marzatico non è stato un presidente: è stato “il Presidente”.  
Non solo per la durata, quasi la metà dei cinquant’anni di attività della sezione trentina (fondata nel 1963) dell’associazione, dalla fine degli anni ‘60 all’inizio dei ’90, ma soprattutto perché ha improntato di sé, del suo stile, della sua cultura, del suo entusiasmo l’immagine, l’essenza stessa dell’associazione. 
Impronta che si sente ancora oggi, a più di vent’anni dal suo ritiro.
In questi giorni, nei quali si sono succeduti i ricordi di chi lo ha conosciuto, delle sue battaglie ambientali, sociali e culturali, abbiamo sentito inanellarsi temi e argomenti che hanno caratterizzato una lunga fase del nostro recente passato politico e sociale. E a metterli assieme tutti non basterebbero le pagine di un giornale. 
Moltissimi scontri, ma anche altrettanto numerosi incontri  che lo hanno visto indiscusso protagonista. Quello che non è emerso, è la precisa e radicata convinzione di Ulisse che ogni singolo fatto nella sua essenza doveva avere nelle posizioni e nei documenti di Italia Nostra, una coerenza con principi e strategie di fondo, leggibili e da consolidare sui tempi lunghi.  In lui, grande innamorato del romanzo e della cultura francese, vi era la consapevolezza che la braudeliana histoire événementielle  aveva un senso solamente se letta, percepita, radicata, su trasformazioni culturali di lungo periodo, delle quali si era consapevoli oppure si era modeste, trascurabili, casuali comparse. 
E Ulisse comparsa non lo è mai stato.  Pur nel limitato orizzonte locale - che amava profondamente, anche e proprio perché ne conosceva limiti e mediocrità -  si trovava a suo agio, padroneggiando le dinamiche, graduando l’ironia e assai più spesso il feroce sarcasmo, con il preciso intento di suscitare reazioni, sussulti, dignità, come un burbero maestro che  – sotto sotto – si compiace delle marachelle o delle esagerazioni dei discoli allievi, purché venate da entusiasmo e intelligenza.
Di fronte a Ulisse, noi di Italia Nostra, come molti altri in questo nostro Trentino, non ci siamo mai affrancati dal nostro ruolo di allievi. Addio amato maestro. Se il Trentino è diventato un po’ migliore, se noi siamo diventati un po’ migliori, lo dobbiamo anche a te.


Italia Nostra – sezione trentina

Trento, 19 settembre 2013

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