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Dimissioni in bianco per le donne, raccolta firme anche in Trentino

La Uil e il coordinamento Pari Opportunità appoggiano l'iniziativa per il ripristino della legge 188, per impedire "l'abuso di potere" compiuto spesso al momento dell'assunzione nei confronti di lavoratrici e lavoratori

La Uil del Trentino e il coordinamento Pari Opportunità appoggiano la raccolta firme per il ripristino della legge 188, la legge contro le dimissioni in bianco, iniziativa lanciata a livello nazionale da donne diverse per cultura politica e collocazione lavorativa, ma unite dalla convinzione del grande valore dello spirito di quella legge.

Le firmatarie dell’appello "188 donne per la legge 188" hanno chiesto di favorire la ricerca di una soluzione in tempi brevi al ministro del Lavoro Elsa Fornero, la quale ha già espresso la consapevolezza del problema e la volontà di affrontarlo con una soluzione adeguata.
 
Secondo la Uil "E’ urgente il ripristino di una procedura semplice e priva di costi per impedire l’abuso di potere compiuto spesso al momento dell’assunzione nei confronti di giovani lavoratrici e lavoratori, ai quali viene chiesto di firmare una lettera di dimissioni in bianco, cioè senza data, data che verrà inserita successivamente, quando la lavoratrice sarà incinta o avrà avuto un infortunio, una lunga malattia o non sarà più gradita".
 
La Legge che si vuole reintrodurre, la numero 188 del 2007, imponeva infatti l’obbligo di predisporre la lettera di dimissioni volontarie, volta a dichiarare l'intenzione di recedere dal contratto di lavoro, su un modello informatico e con numerazione progressiva, con validità di quindici giorni dalla data di emissione.
 
La norma contro le dimissioni in bianco è stata abrogata dal Governo Berlusconi nel 2008 e la pratica delle dimissioni in bianco è ripresa, aggirando così non solo l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, ma qualsiasi forma di indennità prevista per legge. "Le dimissioni in bianco - conclude in sindacato - sono una pratica non degna di un paese civile, utilizzata non solo ma anche nei confronti delle giovani madri".
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