Gli uccelli da richiamo sequestrati a Nogarè sono stati riconsegnati ai cacciatori

Alcuni giorni fa la forestale si è presentata a casa del presidente dell'Associazione Capannisti per un controllo: tra i 260 uccelli custoditi alcuni erano della specie ciuffolotto, protetta. Secondo l'accusa tutti sarebbero stati tenuti in pessime condizioni

foto: LIPU via facebook

Sono tornati ai legittimi proprietari alcuni dei 260 uccelli da richiamo custoditi da Gilberto Conci, il cacciatore presidente dell'Associazione Ornitologica Capannisti Trentini, ente di riferimento per gli appassionati di questa pratica, legale. Ciò che non era legale, come hanno appurato le guardi eforestali che hanno fatto una perquisizione a casa di Conci, a Nogarè di Pergine, nei giorni scorsi, era la provenienza di alcuni uccelli: il sospetto è che il cacciatore se li sia procurati catturandoli, pratica vietata, e non comprandoli da un allevamento.

Nelle voliere sono stati infatti trovati dei ciuffolotti, specie protetta, naturalmente senza anello di riconoscimento. Da questo dettaglio è partita anche l'accusa di maltrattamento poichè gli uccelli sarebbero stati tenuti in pessime condizioni. Le responsabilità le accerterà il processo, nel frattempo la Lipu, che gestisce il Centro Recupero Avifauna Selvatica, ne ha presi in custodia alcuni, in condizioni davvero gravi: ali troncate, zampe spezzate, il becco distrutto dai tentativi di fuga contro le grate, così si legge in un messaggio postato su facebook dall'associazione. "Quelli che lui teneva per conto di altri sono stati restituiti ai legittimi proprietari - spiega la Lipu -. Non essendo suoi, l'accusa di maltrattamento non può ricadere sui veri proprietari. Gli uccelli appartenenti a Conci sono invece ancora al Centro". (foto: LIPU - CRAS)lipu-2lipu3-2lipu4-2

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