"Ti pago con Postepay, digita questo codice": attenzione alla truffa, otto denunce

Otto denunciati, ma non si contano i casi segnalati anche in Trentino. Ecco l'ultima frontiera della truffa online

Un'altra "retata" contro i truffatori del web messa in atto dal Commissariato di Riva del Garda. Sono otto, questa volta, le persone denunciate per truffe online messe in atto tramite due diversi stratagemmi. 

Il primo è una truffa "tradizionale": un oggetto viene messo in vendita su internet, il potenziale acquirente contatta il sedicente venditore, viene concordata una cifra che serve da acconto ma a pagamento avvenuto il truffatore incassa e scompare. Difficile, spiegano gli uomini del Commissariato, rintracciare il venditore in questi casi visto che vengono utilizzate carte Postepay con intestazioni false ed utenze telefoniche diverse.

Più sofisticato il secondo "modus operandi" riscontrato dagli agenti in alcuni casi: i ruoli di venditore ed acquirente vengono ribaltati. In questi casi, si legge nel comunicato, "Il truffato mette in vendita online il bene viene contattato dal truffatore, il quale si mostra interessato all'acquisto e propone alla vittima, anche in questo caso, di effettuare il pagamento tramite ricarica della postapay".

Sembra incredibile ma il finto acquirente riesce a carpire la fiducia della vittima ad un livello tale da indurla a recarsi ad un vicino sportello Postamat per incassare l'acconto, solo che anzichè incassare il denaro il triffato lo versa direttamente sul conto del truffatore. "La vittima esegue le operazioni sulla base delle indicazioni telefoniche del truffatore. La procedura è sempre la stessa: la vittima digita i codici che gli vengono dettati (altro non sono che il numero seriale della Carta Postapay del truffatore) poi, distratta dalle domande che il truffatore gli pone riguardo al bene venduto, non realizza che in quel momento sta caricando la Postapay dell'autore dell'inganno".

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"Generalmente l'operazione viene ripetuta una seconda volta. Il truffatore, infatti, carpita la fiducia della vittima, la convince a ripetere l'operazione di pagamento perché la prima non era andata a buon fine. Vi sono stati casi in cui il malfattore è riuscito a convincere la vittima ad effettuare 7 volte l'operazione. Questo tipo di truffa, causa generalmente danni economici per un valore tra i 500  e i 4000 euro" spiega la nota del Commissariato. Non si contano, anche in Trentino, i csi di truffe di questo tipo. 

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