Cronaca

Vendono profumi e IPhone contraffatti con il trucco del 'pacco taroccato': denunciati

I due si aggiravano nel centro commerciale 'Millenium' nella città della quercia tentando di rifilare dei falsi iPhone clonati e una dozzina di profumi di marca, contraffatti

La merce sequestrata dalla finanza

Un normale controllo degli scontrini fiscali si è trasformato in sequestro di merce contraffatta con una denuncia per tentata truffa nei confronti di due persone di orgini campane di 41 e 21 anni da parte della Guardia di Finanza di Rovereto. I due si aggiravano nel centro commerciale 'Millenium' nella città della quercia tentando di rifilare dei falsi iPhone clonati e una dozzina di profumi di marca, contraffatti. Durante il turno di controllo per la corretta emissione degli scontrini e delle ricevute nei confronti ti degli esercenti che operano nel centro commerciale, i finanzieri in borghese hanno notato due persone che vagavano senza una meta precisa tra i negozi del centro, portando una borsa di medie dimensioni, gonfia di oggetti. All’interno del borsone c’erano dodici confezioni varie di profumi di marca, privi di qualsiasi documento che ne giustificasse il possesso o l’acquisto, la cui provenienza i due campani non hanno giustificato in maniera credibile, e due scatole, al cui interno i due sostenevano ci fossero degli iPhone acquistati in una nota catena commerciale di elettronica, a fronte dei quali i due hanno però mostrato due scontrini recanti il prezzo e il luogo di acquisto.

Ai finanzieri è bastato uno sguardo per comprendere che le confezioni dei profumi erano 'taroccate', così come i due scontrini esibiti. In quest’ultimo caso si è trattato del classico tentativo della truffa del “pacco taroccato”: di solito i truffatori si avvicinano alle loro prede mostrando la scatola di un iPhone di ultima generazione, mostrando uno scontrino fiscale falso, a riprova della liceità dell’acquisto e della lecita provenienza del prodotto, che reca il prezzo che si avvicina a quello reale di mercato degli iPhone più moderni (valore di mercato di oltre 1.300 euro), proponendolo però in vendita diretta e immediata a prezzi inferiori (generalmente dai 400 ai 600 euro). Dopo che però la “preda” ha abboccato e pagato il prezzo pattuito, è aprendo il pacco che la truffa si svela: il cellulare è di solito un clone di infima qualità, con all’interno un sistema operativo scadente, mentre lo scontrino è totalmente contraffatto. Il sistema di contraffazione e truffa sembra essere analogo a quello scoperto in larghissima scala dalla Guardia di Finanza di Napoli, che nel febbraio di quest’anno ha sequestrato migliaia di iPhone contraffatti provenienti da Hong Kong. I telefoni, fatti passare per prodotti originali, erano dotati di un'interfaccia grafica del tutto identica a quella iOS, il sistema operativo dei telefoni cellulari della Apple, ma in realtà giravano su Android. Con questo stratagemma i venditori fraudolenti avrebbero venduto al costo legale di oltre mille euro, prodotti truccati di prezzo molto inferiore.

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