Cronaca

Movida, il Trentino passa in zona bianca, cade il coprifuoco e a Trento si scatenano

A una settimana di distanza dalla riunione tra esercenti, residenti e rappresentanti degli studenti con commissario di Governo, questore e sindaco, organizzata per comprendere e conciliare le esigenze di tutti, salta ogni buona intenzione. La movida tiene svegli, ancora una volta, i residenti

Dal 14 giugno il Trentino è passato in zona bianca e, in automatico, è caduta la restrizione del coprifuoco. Certamente un buon motivo per festeggiare, ma alcuni testimoni hanno raccontato che a nulla sarebbe valso quell'incontro di oltre tre ore tenutosi martedì 8 giugno e organizzato tra esercenti, residenti e rappresentanti degli studenti con commissario di Governo, questore e sindaco, per cercare di essere una città che può autogestirsi senza il pugno duro delle ordinanaze, dei provvedimenti e dei controlli serrati che poco sono piaciuti in passato. Il sindaco Franco Ianeselli aveva chiesto «da parte di tutti uno sforzo di auto organizzazione: altrimenti dobbiamo ricorrere alle ordinanze». 

Eppure ciò che raccontano le persone il giorno dopo dell'entrata in zona bianca, è ben altro. Non c'entra il cambio di zona, qui. Ma il rispetto che i residenti continuano a chiedere e a non ottenere. Ci sono persone che si alzano molto presto per andare a lavorare e che quindi hanno diritto di riposare. Poi c'è la questione degrado, anche per chi si alza qualche ora dopo ma che trova le strade lorde, bottiglie abbandonate ovunque e il centro trasformato in un "bagno all'aperto". Sono diverse le foto che raccontano questi aspetti, anche di persone che utilizzano i muri o i vasi del centro storico come orinatoi. 

«Sono questa mattina a testimoniare il fine del coprifuoco e i festeggiamenti in piazza Santa Maria Maddalena e vie limitrofe» racconta una persona presenta nelle ultime ore di movida. Nella notte tra lunedì 14 e martedì 15 giugno le persone che hanno sostato bevendo, urlando, ascoltando musica ad alto volume erano moltissime. «Dopo tutte le richieste fatte dal sindaco di non vendere alcolici dopo una certa ora, non è servito dirlo, perché sono stati venduti loro fino a poche ore fa (il testimone ha scritto alle 6 del mattino di martedì ndr)».

La nota pesantissima contro la vendita di alcolici ricorda anche che durante l'incontro con il sindaco Ianeselli era stata avanzata una richiesta di allargare i plateatici da parte degli esercenti, con l'impegnano nel contempo di non vendere bibite d'asporto dopo le 11 e a servire solo chi è seduto al tavolo, in modo da contenere le presenze (e dunque il rumore e il degrado) in zona. Così non sarebbe stato, almeno non tutti avrebbero rispettato questo aspetto del quale si è discusso solo una settimana prima.

Finito il coprifuoco si festeggia, senza considerare il diritto al riposo del residente e il rispetto per i luoghi pubblici. «Alle 6 lavoro e lo faccio 12 mesi all'anno» ha raccontato a TrentoToday il testimone. «Lì nessuno ha il rispetto delle persone ed ora siamo solo al primo giorno, ci aspettiamo un'altra estate senza dormire». Durissime le parole di chi, probabilmente, non ha chiuso occhio. «È stato chiesto in mille modi di farsi rispettare e qui la dimostrazione che nessuno lo fa» afferma ancora il testimone. «Lui (il sindaco ndr) deve fare un'ordinanza di non bere alcolici fuori dai plateatici e in tutta la piazza e vie limitrofe. Qui c'è di mezzo la salute di tutti, ogni sera e mattina vedere un disordine così fa male».

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