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foto di Andreas Tamanini

foto di Andreas Tamanini

Trento al 5° posto per qualità della vita, ma mancano cinema e librerie

Ottimi risultati grazie al tasso di natalità, ai consumi ed all'ambiente. Le pecche sono nel settore "Cultura e tempo libero" e nell'emigrazione ospedaliera

Trento al quinto posto per qualità della vita nella classifica annuale de Il Sole 24 Ore, pubblicata oggi, lunedì 27 novembre. A determinare l'ottimo piazzamento (certo, non nei gradini più alti del podio come qualche anno fa) sono... i trentini. Il risultato migliore infatti è quello alla voce "Demografia e società" dove Trento si piazza al secondo posto in Italia.

Particolarmente positivi, in questo campo, i dati riguardanti il saldo migratorio interno, ovvero il rapporto tra cittadini italiani che hanno lasciato il Trentino e quelli che hanno preso residenza, ma anche le acquisizioni di cittadinanza: 7,5 ogni 100 stranieri residenti. Tasso di natalità positivo (una tra le poche regioni italiane dove il numero dei nati supera quello dei morti) e densità demografica (in questo caso la densità minore concorre a migliorare la qualità di vita) completano il quadro.

Buoni anche gli incidi riguardo all'economia ed ai servizi: il Trentino è all'8° posto per "Ricchezza e consumi" (si tenga conto che la ricchezza concentrata nelle grandi città conta parecchio), al 9° per "Giustizia e sicurezza" ed all'11° per "Lavoro e innovazione": da segnalare in questo caso il 4° posto per numero di startup innovative.

Come già abbiamo avuto modo di scrivere in passato, sempre sulla scorta delle analisi de Il Sole 24 Ore, Trento non brilla nella sezione "Cultura, tempo libero e partecipazione". Al di là delle politiche dirette dell'ente pubblico nel settore ciò che viene preso in considerazione nell'analisi de Il Sole 24 Ore sono soprattutto i servizi offerti da privati: siamo quasi all'ultimo posto in Italia (94°) per numero di cinema in rapporto alla popolazione, all'80° posto per numero di spettacoli, al 79° per numero di librerie, al 63° per numero di bar e ristoranti. Nemmeno la presenza di associazioni senza scopo di lucro, realtà importantissima su tutto il territorio provinciale, serve a risollevare le sorti del settore: siamo al 15° posto. Unica nota positiva in questo campo è l'indice di sportività: 2° posto. 

Altra nota dolente, e forse inaspettata, la qualità dei servizi, con particolare riferimento alla sanità: l'emigrazione ospedaliera è a livelli altissimi, tanto da far scivolare Trento al 93° posto. Solamente l'11% della popolazione è connesso alla banda larga, 84° posto. Se è vero che la minor spesa pro capite, in euro, per servizi a minori, disabili ed anziani ci vede al 41° posto in Italia, si potrà anche dire che ciò dipende dall'efficenza degli stessi servizi, mentre un dato particolarmente allarmante per un territorio che fa delle bellezze naturali la propria bandiera è il consumo di suolo in rapporto alla superficie totale: 26° posto, pur bilanciato dalla qualità dell'ecosistema urbano, già premiata dalla classifica di Legambiente con il secondo posto. 

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