Passeggiate in centro, parchi pieni: dopo due mesi di lockdown i trentini escono di casa

Dopo due mesi di lockdown i trentini tornano nelle vie, nelle piazze e nei parchi. Distanze e mascherina ora sono più importanti che mai

Piazza Duomo, sabato 9 maggio, foto di Maurizio Rossi

Vie, piazze, e soprattutto parchi pubblici tornano a rivivere dopo due mesi di "deserto". Sabato 9 maggio, complici un sole spettacolare e l'ordinanza firmata la sera prima dal presidente Fugatti che ha aperto ulteriormente alle libertà individuali, può a buon titolo essere considerata la prima giornata di fine del lockdown a Trento. Anche perchè, se è vero che molti divieti sussistono ancora e che le libertà di spostamento riguardano in teoria l'attività motoria e sportiva, è anche vero che i confini delle norme sono ormai talmente labili da rendere difficile una rigorosa osservanza.

Nei parchi pubblici, dalle Albere a Gocciadoro, da Melta ai Bindesi, non ci si va solo per fare attività motoria: pic-nic e tintarella sono stati ormai sdoganati dal sentimento comune. Ognuno per sè, certo, ma più gente c'è più è difficile mantenere le distanze, anche perchè la città è piccola e l'eventualità di incontrare una persona conosciuta, con cui fermarsi a scambiare quattro chiacchiere, è praticamente una certezza. 

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I motivi, riconosciuti, per uscire sono tanti: si può andare a trovare un congiunto, mangiarsi un gelato insieme, e già che si è in centro passare in libreria. I figli passeggiano insieme ai genitori, ma se si incontra un'altra famiglia è già un assembramento. I tavolini fuori dai bar non si possono usare, ma siccome ci sono appoggiarci sopra il bicchiere sembra un gesto naturale ed ecco che sembra di essere tornati alla normalità. Insomma, non è facile ridisegnare i confini della propria ed altrui libertà, ma occorre farlo: le vecchie regole non valgono più e quelle nuove sembrano infrangersi ad ogni passo. 

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