Trento, Enrico Forti è detenuto da oltre 20 anni a Miami ma L'Onda di Chico non si ferma

La solidarietà è passata anche dalle tappe del Giro d'Italia in Trentino con striscioni che reclamano «Giustizia per Chico Forti»

Gli striscioni per Chico Forti in Trentino (foto Facebook/Chico Forti L'Onda di Chico)

Non si ferma «L'Onda di Chico», il movimento che racchiude piccoli gruppi nati spontaneamente su tutto il territorio italiano e che sostengono la causa di Enrico Forti, il trentino che si trova dietro alle sbarre di un carcere degli Stati Uniti da oltre vent'anni «ingiustamente». Il 21 ottobre del 2020, in occasione delle tappe trentine del Giro d'Italia, sono apparsi diversi striscioni con la sua foto e che reclamano «Giustizia per Chico Forti».

Chico Forti in Trentino durante il giro d'Italia Monte Bondone-2

La storia di Chico

Ex produttore televisivo ed ex velista Chico è stato condannato all'ergastolo il 15 giugno del 2000 negli Stati Uniti d’America per l’omicidio di Dale Pike avvenuto il 15 febbraio di due anni prima. I moltissimi sostenitori di Chico sono certi che il trentino sia stato «ingiustamente condannato». Il collegamento tra Chico e la vittima stava nei rapporti che l'ex produttore televisivo aveva instaurato con il padre di Dale, Anthony Pike, per una compravendita del Pikes Hotel, a Ibiza. Il 15 febbraio del 1988 il corpo del figlio del venditore venne trovato senza vita sulla spiaggia di Sewer Beach a Miami e nonostante Chico si sia sempre dichiarato e tuttora afferma di essere innocente, finì dietro alle sbarre.

L'Onda di Chico

La mobilitazione per Chico da moltissime zone d'Italia è sempre più forte. Nuovi gruppi spontanei si sono formati negli ultimi mesi, tanti sostenitori di questa causa si fanno sentire quotidianamente e continuano a reclamare «Giustizia per Chico Forti» perché ritengono che il loro connazionale sia stato «incastrato» in un caso di cronaca dove le prove, pare, non possono sostenere la sua colpevolezza, oltre al fatto che i dubbi in tutta la vicenda sembrano essere molti, mentre un imputato per essere condannato deve risultare «colpevole oltre ogni ragionevole dubbio».

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