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Blitz animalista: "Non daremo pace al Trentino, giù le mani dagli orsi e tutti gli altri animali"

Centopercentoanimalisti continua "l'offensiva di primavera", attaccati due striscioni sul treno che da Verona porta a Trento

Un altro “blitz animalista” contro le decisioni della politica trentina sull’orso protagonista di un’aggressione a inizio marzo. Giovedì pomeriggio 16 marzo, alle 15 circa gli attivisti di Centopercentoanimalisti sono saliti a Domegliara sul treno regionale che da Verona porta a Trento e hanno affisso all’interno due striscioni, uno visibile ai passeggeri, l’altro all’esterno del convoglio.

L’offensiva di primavera” dei militanti del movimento Centopercentoanimalisti continua. Sullo striscione le parole, già utilizzate dagli animalisti: “Trentino di sangue”. Il presidente Maurizio Fugatti ha affermato poco dopo l’aggressione del 5 marzo che la strada intrapresa sarebbe stata quella dell’abbattimento del grande carnivoro, anche se questo, un orso di 18 anni, in precedenza non avrebbe creato problemi sul territorio, o almeno così è stato dichiarato anche dalla PaT.

Ancora una volta, come succede quando un orso viene avvistato, si torna a parlare del come questo animale sia tornato sul territorio, ricordando il progetto di reintroduzione. “Senza pensare che un orso è un orso e nei boschi e montagne (che sono casa sua), gli umani devono andare con prudenza e rispetto” sottolineano gli animalisti. 

E poi, gli attivisti bacchettano chi frequenta la montagna senza considerare i pericoli che possano derivare da un atteggiamento ritenuto “non consono”, anche lasciando che i cani circolino liberi per senza guinzaglio e senza essere controllati. Per non parlare dell’amarezza da loro provata perché anche questo orso è stato etichettato come “aggressivo” e che per questo rischia seriamente di essere abbattuto. “Gli orsi non sono ‘un problema da risolvere’, come dice il solito Fugatti, ma sono parte della natura con cui dovremmo imparare a convivere” sostengono i militanti di Centopercentoanimalisti.

La notizia di questo attacco e, soprattutto, delle posizioni prese dopo il fatto a livello provinciale, ha creato enorme scalpore, con l’opinione spaccata tra chi vorrebbe la soppressione dell’orso e chi, invece, lo difende. Diversi sit-in sono stati anche organizzati, per contrastare le scelte della politica. E per pare loro, gli animalisti concludono dicendo che: “Non daremo pace al Trentino, giù le mani dagli orsi e tutti gli altri animali”.

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