Mercoledì, 12 Maggio 2021
Cronaca

Tragedia sulle Alpi: morti 5 escursionisti, anche 3 bolzanini soci del Cai

Elisabetta Paolucci, insegnante, Marcello Alberti (53 anni) e Gabriella Bernardi (53 anni), marito e moglie, tutti soci Cai e conosciuti a Bolzano

Marcello Alberti e la moglie Gabriella Bernardi

Elisabetta Paolucci, insegnante, Marcello Alberti (53 anni) e Gabriella Bernardi (53 anni), marito e moglie, tutti soci Cai e conosciuti a Bolzano. Ci sono anche tre altoatesini tra le vittime della tragedia sulle Alpi Svizzere, nel Canton Vallese, dove sono morti assiderati in tutto 5 alpinisti e altri 4 sono rimasti feriti in modo molto grave. Facevano parte di un gruppo di alpinisti che stava affrontando la Haute Route Chamonix-Zermatt, l’allarme che ha dato il via alle operazioni di ricerca è stato lanciato verso le 6.30 dal responsabile della capanna Vignettes, il rifugio dove il gruppo di alpinisti non è mai arrivato. Sette elicotteri sono stati mobilitati, insieme a medici e guide alpine, dispiegamento che ha permesso una localizzazione rapida del gruppo. Al momento del ritrovamento, uno degli alpinisti era già deceduto, probabilmente a seguito di una caduta, e tutti gli altri membri del gruppo erano in gravi condizioni, dovute all’ipotermia. Tutti gli alpinisti sono stati quindi trasportati d’urgenza in ospedale, dove cinque di loro sono morti poco dopo l’arrivo. 

Elisabetta Paolucci, era figlia d'arte per la sua professione abituale d'insegnate: il padre, Mario Paolucci, era un ex professore del liceo Carducci di Bolzano, di cui era stato una colonna, e nello stesso istituto aveva insegnato anche la madre, Silvana Dalla Torre. La coppia, Marcello Alberti e Gabriella Bernardi, non aveva figli e Alberti era un noto commercialista del capoluogo altoatesino, che lavorava nello studio fondato dal padre. La donna invece lavorava come manager alla Thun, responsabile delle  risorse umane. Da tempo i tre parlavano dell'escursione sull'alta via Chamonix-Zermatt, una delle più note e impegnative per gli appassionati, agli amici del Cai e li aggiornavano in tempo reale sulla situazione con fotografie sui social network. 

Fatale sarebbe stata la notte tra domenica e lunedì, trascorsa all'aperto a quota 3.150 metri, a causa di una tempesta che ha impedito al gruppo di proseguire il cammino per trovare un riparo. Proprio dal rifugio dove il gruppo era atteso, la capanna Vignettes, alle 6.30 di ieri mattina era stato lanciato l'allarme. Nel gruppo, oltre a italiani, c'erano francesi e tedeschi. Oltre alla quarta vittima, Marco Castiglioni, 59 anni, nato a Como e residente in Svizzera, guida alpina che conduceva il gruppo, c'era anche un altro lombardo a compiere l'escursione: 
Tommaso Piccioli, architetto milanese, amico dei tre bolzanini morti e che aveva frequentato proprio al Cai di Bolzano dei corsi di scialpinismo. È in salvo ed è stato dimesso dall'ospedale. Delle quattro vittime, una era già stata trovata morta e le altre tre erano decedute poco dopo l'arrivo in ospedale.

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